24. Cannocchiale da 11,6 piedi di G. Montanari
Bologna, 1666
Geminiano Montanari (Modena 1633-1687)
tubo in cartone pressato (non ritrovato)
lente obiettivo: lunghezza focale 450 cm, diametro 6,9 cm
[Inv. MdS-30]

"Telescopium quator perspicillis convexis, tubo chartaceo, sed eo usu attrito. Longitudo Telescopii pedum 11 unc. 7, quamqum tubus in majorem multo' longitudinem producitur. Hoc etiam theca lignea custoditur." Cos si trova scritto negli atti della donazione marsiliana del 1712 riguardo al lungo cannocchiale di Montanari, astronomo e matematico (vedi Parte I, par. 11). Tale tubo, oggi non pi ritrovato, non appare neanche negli inventari posteriori.
Vi era per nella torretta della Specola, fin dal 1746, "Una scatola con diverse lenti, Cristalli e Vetri di diverse grandezze, e misure". Una delle note manoscritte di Eustachio Zanotti all'inventario del 1746 (rivisto dopo il 1757) ricorda come questa scatola di lenti fosse stata data ad Ercole Lelli, dopo che lo stesso Zanotti, avendone riscontrato il contenuto, aveva ritenuto che solo "un obbiettivo del Montanari" valesse la pena di essere conservato.
Da allora in poi l'obiettivo sempre nominato negli inventari: Ceschi, nel 1843, precisa che era da 19 palmi e mezzo e fatto a Bologna l'anno 1666. In effetti stato rintracciato nella Specola un obiettivo in vetro verdastro, con molte bolle e dal bordo irregolare (diametro 69 mm, spessore al bordo 3 mm, lunghezza focale 450 cm) che porta la scritta Geminianus Montanarius Bononiae 1666 (Au P. Anian) Pal 19 1/2.
La lunghezza focale corrisponde a 11 piedi e 9 once, molto vicina, quindi, a quella data per il cannocchiale di cui sopra, del quale si pu quindi supporre che fosse l'obiettivo. Conforta in questo giudizio il fatto che nel 1712 il tubo fosse descritto come molto usato. Sono stati rintracciati, peraltro, due tubi in cartone pressato, per una lunghezza complessiva di circa 345 cm, che potrebbero essere parte del lungo "tubus chartaceus" di questo cannocchiale [scheda 32].

E. Baiada, A. Braccesi (1983), p. 87.
G. Horn-d'Arturo, P. Tempesti (1960), p. 304.