OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI BOLOGNA
Contributo al Piano Triennale 2006-2008 dell’INAF
aggiornamento e adeguamento del Piano Triennale 2005 – 2007, al 31/12/2005
RELAZIONE GENERALE
QUADRO SINTETICO RIASSUNTIVO
L’attività di ricerca scientifica dell'Osservatorio Astronomico di Bologna, ampiamente riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, si concentra su alcune linee principali che ne costituiscono i filoni fondamentali di ricerca e che trovano ampia descrizione nei rapporti annuali sull’attività scientifica disponibili nel sito www.bo.astro.it. La maggior parte di queste ricerche è dedicata a studiare aspetti diversi e fra loro complementari del problema più generale legato alla comprensione della formazione ed evoluzione delle strutture dell’Universo (struttura a larga scala, ammassi di galassie, galassie, popolazioni stellari, etc.). Tale problema è attualmente individuato sia dall’INAF, sia dalle più prestigiose istituzioni di ricerca internazionali (si vedano ad esempio i piani di sviluppo poliennali della NSF-USA ed ESO) come uno dei più importanti dell’intero settore di ricerca astronomica insieme alla rivelazione e studio dei pianeti extra-solari. I temi specifici di ricerca possono essere cosi’ raggruppati:
Popolazioni Stellari e Galassie risolte: ammassi aperti e globulari, struttura e fenomeni di accrescimento della Galassia, evoluzione chimica delle galassie, storia della formazione stellare in galassie vicine, stelle variabili e binarie, nebulose planetarie, oggetti peculiari;
Astrofisica Extragalattica e Cosmologia: dinamica delle galassie, struttura su grande scala ed evoluzione di galassie e quasar, fondo X, surveys a diverse lunghezze d’onda (radio, IR, ottico, X);
Sorgenti non termiche (radio, X e gamma) sia galattiche che extragalattiche (radiogalassie e AGN);
Dinamica e Idrodinamica di Sistemi Astrofisici, con sviluppo dei relativi codici di calcolo;
Sviluppo e Gestione di Strumentazione.
Le prime tre attività hanno a fondamento un'ampia e articolata attività osservativa, che si fonda sull'accesso ai telescopi dell'ESO (VLT, ecc), al TNG e su collaborazioni che hanno aperto la possibilità di utilizzare grandi telescopi sia nell'emisfero settentrionale, quali il Keck, il CFHT, il WHT, il VLA, il WSRT, il GMRT, ecc., sia in quello meridionale (Magellan, AAT, Gemini, CTIO, ecc.). Ugualmente di massimo rilievo è l'accesso a osservazioni da satellite nelle bande X e gamma (XMM, Chandra, Swift, INTEGRAL), infrarosso (ISO, Spitzer) ed UV/ottico (Hubble Space Telescope, FUSE).
La quarta attività ha portato allo sviluppo di codici numerici originali e all’uso delle grandi “facilities” di calcolo (CINECA).
La quinta vede ricercatori e tecnici di OABO coinvolti in vari progetti tecnologici nazionali ed internazionali (ESO-AdOpt, TNG-GIANO, TNG-Meteo, LBT-LBC, LBT-Nirvana, GAIA, etc.).
Il Personale al 31/12/2005 è composto da:
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Astronomi Ordinari |
4 |
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Astronomi Associati |
11 |
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Ricercatori Astronomi |
24 |
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Tecnici-Amministrativi |
26 |
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Borsisti, Assegnisti e Contrattisti (OABO) |
15 |
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Tecnico-Amministrativi a tempo determinato |
1 (*) |
(*) Cessa nel mese di gennaio 2006.
Si fa notare tuttavia che, oltre alla diminuzione di personale (sia di ricerca che tecnico-amministrativo) avvenuto negli ultimi due anni e dovuto a promozioni presso altro ente (Univ.), mobilità, pensionamenti, decesso, nel corso del triennio è da prevedere il pensionamento di altre 4-5 unità di personale. Ciò implica la necessità di garantire un livello adeguato di turnover.
La produzione scientifica media nel corso dell’ultimo triennio è stata di circa 2.4 pubblicazioni su riviste internazionali con referee e relazioni ad invito per ricercatore. Come attestato dalla relazione inviata per il Comitato di Valutazione (CIVR), ogni anno sono molto numerosi i lavori che risultano essere entro il 5% dei più citati dell’intero settore astronomico a livello internazionale.
Il quadro complessivo delle pubblicazioni scientifiche per il 2005, vedi allegato, è il seguente:
articoli con referee pubblicati: 95, articoli con referee in stampa: 25, articoli con referee sottomessi: 24, comunicazioni a congressi: 36, altri vari: 10.
Da ciò si deduce che, considerando come personale di ricerca 54 persone (inclusi quindi borsisti ed assegnisti), il numero medio di pubblicazioni per ricercatore nel 2005 è uguale a circa 3,5 (comprendendo tutto).
In ossequio alle recenti indicazioni, i progetti specifici ed i programmi di ricerca previsti per il triennio in oggetto sono già stati inviati con le schede predisposte dai singoli PI (cui si fa ovviamente riferimento, vedi elenco in Tab. 1-3) con la seguente articolazione:
● 8 Progetti di ricerca coordinati “Intersede” con P.I.—OABO (vedi Tab. 1)
● 28 Progetti di ricerca coordinati “Intersede” con P.I. di altra sede INAF (vedi Tab. 2)
● 12 Progetti finalizzati extra-FFO (MIUR, ASI etc.), di cui 6 con fondi ancora in bilancio alla data del 31/12/2005 (vedi schede Bilancio Preventivo 2005 E Tab. 3) e 6 approvati ma da stanziare in Bilancio 2006.
Esiste inoltre una attività di ricerca di base che costituisce una specie di “ossatura storica permanente” che consente sia la prosecuzione di attività legate a programmi di lunga storia e prospettiva, sia la formulazione ed attivazione di nuove idee e programmi non ancora strutturabili in progetti autonomi ben definiti. Questa componente, solo apparentemente minore (e sarebbe grave se tale venisse considerata) coinvolge un po’ tutto il personale di ricerca, oltre a studenti, laureandi e dottorandi, creando quella che, in modo sintetico, può essere chiamata la “scuola astrofisica bolognese”.
Due settori per specificità ed importanza meritano una trattazione particolare, e precisamente:
● Stazione di Loiano (pienamente attiva durante tutto l’anno ed utilizzata a livello nazionale ed internazionale, vedi pt 2.2.5)
● Divulgazione, Didattica e Alta Formazione (vedi relazione pt. 2.2.6 e 2.2.7)
Per quanto riguarda il quadro finanziario complessivo è necessario premettere due considerazioni essenziali:
OABO è ospite nella sede del Dipartimento di Astronomia, UNIBO, e, in virtù di una convenzione risalente al 1986 e ad una prassi consolidata e seguita con unanime soddisfazione fino ad oggi, esiste una ripartizione delle spese in base alla quale, in assenza di un esplicito pagamento di un affitto, OABO si fa carico di un insieme di servizi, attività e funzioni anche rivolte alla didattica (quali la gestione dei telescopi, l’acquisto e manutenzione di macchine di calcolo e strumenti, l’affitto di due locali aggiuntivi per uffici e laboratori etc., ) per un ammontare totale di circa 150.000 euro annui. Non comparendo esplicitamente sotto forma di pagamento diretto ad UNIBO, tali somme di fatto ricadono per loro natura nella voce “ricerca di base locale” e, di conseguenza, la voce “funzionamento” appare fortemente sottodimensionata rispetto alla realtà.
Come conseguenza del passaggio all’INAF degli istituti ex-CNR, si è venuto a configurare un polo INAF a Bologna articolato su 3 istituti e su 2 sedi (IRA+IASF e OABO) ed è stato posto il problema di verificare la possibilità di operare adeguate sinergie. E’ evidente che data la distanza (oltre 5 km di percorso urbano) è impensabile unificare tutti i servizi delle strutture, anche al di là degli aspetti scientifici che pure lo sconsigliano. Tuttavia si tratta di un problema che va approfondito e alcune ottimizzazioni possono essere avviate (ad esempio OABO si sta già facendo carico della gestione degli stipendi del personale ex-CNR) anche tenendo conto del progetto edilizio che prevede il trasferimento di OABO presso l’area del Navile (adiacente all’attuale sede IRA+IASF) nel giro di circa 4-5 anni.
Passando quindi alla descrizione della situazione finanziaria concreta ed alle prospettive future, due cifre possono dare immediatamente l’idea dello “tsunami” che si abbatterebbe su OABO se le peggiori previsioni prospettate per il bilancio preventivo 2006 fossero realmente confermate: il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO2006) passerebbe da 876.000 euro (FFO 2005 complessivo) a 475.000 (cioè con un calo vero di -46% !!, vedi Tab. 4).
Come se non bastasse, si ricorda che il cospicuo avanzo di cassa degli anni precedenti è stato nel 2005 largamente riassorbito dall’Amministrazione Centrale (300.000 euro) e, comunque, azzerato al 31/12/2005. A questo proposito è fondamentale capire che tale avanzo è stato frutto non di una “errata o inadeguata” gestione ma, al contrario, (a) dei forti risparmi consentiti sui fondi FFO dalla disponibilità di numerosi progetti premiati con finanziamenti MIUR e ASI, (b) di una gestione “virtuosa” delle risorse (FFO) basata su una corretta programmazione pluriennale che, ad esempio, consentisse una crescita graduale, costante nel tempo ed ottimizzata nella qualità degli investimenti e delle assunzioni a qualsiasi livello (inclusi borsisti, assegnisti etc.), (c) della riduzione delle spese fisse (quest’ultima dovuta a trasferimenti, pensionamenti, dimissioni e mancata ricopertura dei posti). L’azzeramento dell’avanzo implica quindi in pratica anche l’azzeramento della programmazione fatta negli anni precedenti e cancella un percorso di responsabilità sempre attuato dai direttori di OABO, ponendo di fatto sullo stesso piano, per cosi’ dire, le “formiche e le cicale”.
Ad aggravare la situazione, l’esclusione dei ricercatori INAF dalle fonti (PRIN) di finanziamenti MIUR e la perdurante carenza di contributi ASI rendono i fondi disponibili per la ricerca assolutamente insufficienti a mantenere gli standard di competitività e di successo internazionale finora acquisiti ed è, quindi, assolutamente prioritario ed irrinunciabile che l’INAF operi con forza e tempestività ai più alti livelli ministeriali per ripristinare le condizioni necessarie ad un proficuo svolgimento delle attività istituzionali dell’Ente. Questa congiuntura è particolarmente penalizzante per l’Osservatorio di Bologna, i cui ricercatori erano abitualmente fra i principali partecipanti a progetti nazionali a suo tempo finanziati dal MIUR, dal CNAA e dall’ASI.
Per ovviare in qualche modo a questa situazione, seppure in modo molto limitato nel tempo, si è deciso di utilizzare una frazione molto ampia dell’avanzo residuo ancora disponibile nel bilancio 2005 per attivare un congruo numero di borse ed assegni, anche biennali, legate ai maggiori programmi di ricerca in corso o in via di sviluppo. Questa scelta è stata una delle più qualificanti l’intero bilancio 2005 ed era assolutamente irrinunciabile, ma certo non risolutiva.
Ribadendo ed aggiornando quanto previsto nel piano 2005-2007, nell’arco del triennio si reputa pertanto auspicabile una crescita netta entro il 2008 (visti anche i tempi necessari per il bando e l’espletamento dei concorsi e visti i risultati delle procedure di valutazione appena terminate) di:
7 + 2 unità di personale di ricerca e precisamente:
3 Ricercatori (1 per anno)
2 Primi Ricercatori nuovi (+ almeno 2 per ricoprire i posti lasciati vacanti da Greggio, D’Amico, Ferraro, Ciotti)
2 Dirigenti di Ricerca (il posto lasciato libero da Marano nel 1998 non e’ mai stato ricoperto)
7 unità di personale tecnico amministrativo:
2 EP + 3 D + 2 C (o figure equivalenti nel nuovo comparto della ricerca, una volta definite le tabelle di equiparazione) anche per ricoprire con personale a tempo indeterminato i posti resisi vacanti (per decesso, pensionamenti, dimissioni, mobilità). Si noti che nel frattempo l’Amministrazione di OABO (ridotta di ben 3 unità) si è anche fatta carico della gestione degli stipendi del personale degli Istituti ex-CNR (circa 150 persone).
6 transizioni “verticali” interne aggiuntive ( 2 EP, 2D, 2C ) nel contesto della applicazione del precedente contratto non ancora attuato.
E’ inoltre indispensabile un numero adeguato di borse, assegni di ricerca, contratti di vario livello (anche “post-doc internazionali”) in funzione dei programmi scientifici e tecnologici presentati ed approvati anno per anno. E’ anche fondamentale disporre infine di un adeguato fondo per professori visitatori e scambi perché questo aspetto è, come è ben noto, uno dei motori più efficaci per attivare collaborazioni e crescita culturale.
La situazione edilizia è già stata ampiamente descritta nelle relazioni e nella pianificazione specifica presentata recentemente. In estrema sintesi, in virtù degli accordi sopra citati, attualmente OABO opera la gestione edilizia ordinaria e straordinaria della Stazione di Loiano (di proprietà di UNIBO), collabora alla manutenzione della sede di Bologna e si fa carico del costo degli affitti di 2 locali esterni adiacenti. Ciò implica un costo totale annuo compreso fra i 40.000 e 70.000 euro (dipende dagli interventi richiesti). Le prospettive future (su scala di 4-5 anni) sono totalmente legate al progetto di costruzione della nuova sede (Navile) per un impegno previsto di spesa concordato (vedi Accordo INAF-UNIBO) di circa 6.9 milioni di euro, di cui 4.2 già disponibili sui fondi accumulati negli ultimi 10 anni da OABO anche con forti risparmi sulle spese di personale, investimento e gestione (circa 2 milioni di euro).
Applicazione Legge 626/94 e provvedimenti successivi riguardo alle misure di prevenzione e sicurezza: in virtù della Convenzione esistente con l’Università di Bologna, il Prof. Badiello (responsabile per UNIBO), ricopre l’incarico di responsabile per la sicurezza anche per OABO; in particolare, OABO è direttamente responsabile per la sede di Loiano, mentre la sede di Bologna ricade completamente nella gestione universitaria.
I punti di forza di OABO sono molteplici e cosi’ schematizzabili:
L’esistenza di una forte tradizione e professionalità riconosciuta a livello internazionale nello studio della Astrofisica e della Cosmologia sia da un punto di vista teorico (Modellistica, Simulazioni ed Idrodinamica), che osservativo alle varie lunghezze d’onda (X e Gamma, Ottico, IR e Radio) da terra e dallo spazio. Tutto ciò è attestato dal numero e dal livello delle pubblicazioni, dal numero di programmi di ricerca ed osservazione accettati nei più grandi osservatori mondiali e satelliti, oltre che dal numero di ricercatori italiani ed esteri che frequentano OABO per visite, seminari, incontri. E’ importante notare che, tenendo anche conto delle forti interazioni esistenti con il Dipartimento di Astronomia (con cui si co-abita) e con i due istituti ex-CNR (molto più specializzati nei temi di ricerca), OABO è di fatto uno delle poche strutture di ricerca INAF che copre un quadro cosi’ organico e di eccellenza di ricerca astronomica.
La presenza in importanti organismi, comitati, working groups, TAC, SAC, etc. scientifici e tecnici nazionali ed internazionali di un ampio insieme di ricercatori OABO. Ciò testimonia sia il livello di preparazione e prestigio scientifico dei singoli ricercatori, sia la bontà del contesto complessivo che consente una apertura di orizzonti e conoscenze su tutte le tematiche collegate.
La partecipazione diretta ed efficace alle attività di Didattica ed Alta Formazione (Corsi di laurea e dottorato) anche grazie alla storica eccellente sinergia esistente con il Dipartimento di Astronomia di UNIBO che garantisce la crescita continua di giovani ricercatori (oltre 30 laureati e 7-10 dottorandi per anno).
L’attività di divulgazione e presenza sul territorio (in termini di interazioni con le altre strutture di ricerca, le varie istituzioni e, più in generale, l’intera popolazione).
Esistono ovviamente anche elementi di criticità che vanno affrontati presto e nel modo migliore possibile :
A fronte della citata grande efficacia nella Alta Formazione esiste una oramai cronica e crescente inadeguatezza delle possibilità di sbocco per i tanti bravissimi giovani ricercatori operanti in OABO. Questo problema è ovviamente generale, ma è tanto più grave per OABO che, pur subendo un forte decremento dell’organico di ricerca (concorsi vari UNIV, mobilità etc.), non ha potuto procedere ai necessari adeguamenti del personale nel contesto di una programmazione mirata e tempestiva resa per di più difficile dalla attuale gestione di concorsi nazionali scollegati dalle necessità delle sedi.
In presenza di una riduzione cosi’ forte delle risorse (come detto -46% per il Fondo di Funzionamento Ordinario) è già difficile mantenere il livello minimo di funzionalità della struttura per cui ogni forma di investimento sia sulle persone che sulla strumentazione o servizi è praticamente impossibile. Ciò rende vano ogni sforzo di reale programmazione e innovazione. In particolare lo sviluppo di una serie di attività tecnologiche legate a progetti quali GIANO, LBT-Nirvana, GAIA, software specialistico etc. che hanno aperto eccellenti prospettive nel settore tecnologico, in passato piuttosto sacrificato, rischiano di essere fortemente ridimensionate e frustrate, mentre è evidente che l’innovazione dei progetti di ricerca passa anche per una forte sinergia fra programmi scientifici e sviluppo di strumentazione.
Il forte depauperamento del personale del settore amministrativo (calo di 3 unità, incluso il Responsabile Amministrativo) avvenuto contemporaneamente al carico aggiuntivo dovuto alla gestione degli stipendi del personale ex-CNR, rende assolutamente indispensabile un recupero non solo di unità di personale, ma anche di adeguamento delle qualifiche di chi si è assunto incarichi ed oneri ben superiori alle mansioni previste dal livello in godimento.
In attesa del trasferimento presso la nuova progettata sede del Navile, cosa che comunque non avverrà certamente prima di 4-5 anni, è diventata quasi insostenibile la situazione logistica tanto che si è reso necessario procedere ad affittare ben 2 locali distinti di circa 100 mq ciascuno per uffici e laboratori. Nonostante ciò, sono numerosi gli uffici in cui 3 persone coabitano in permanenza in meno di 20 mq.
E’ necessario definire in un chiaro contesto scientifico e gestionale nazionale l’attività e le prospettive future della Stazione di Loiano. Come è testimoniato ad esempio dal recentissimo comunicato stampa dell’INAF (19 Dic 2005), i telescopi di Loiano svolgono tuttora una intensa e proficua attività scientifica, didattica e divulgativa (365 giorni l’anno) grazie anche ad un struttura tecnica ed operativa eccellente e moderna, ma è necessario programmare il presente e il futuro in modo serio e lungimirante tenendo conto di tutti i parametri in campo. Una ventilata “banale chiusura” sarebbe miope ed anche poco remunerativa in termini finanziari, mentre un uso intelligente è possibile e aumenterebbe l’efficacia della gestione scientifica ed economica, purchè pensato in un contesto programmatico nazionale e sopranazionale. Una attenta analisi del problema è assolutamente indilazionabile anche per non disperdere risorse di esperienza e professionalità molto elevate. In questo contesto si fa notare che è di assoluta importanza e priorità definire una volta per tutte il problema della retribuzione delle ore notturne svolte dagli assistenti notturni (indispensabili sia per professionalità, sia per motivi di sicurezza legati alla applicazione della L. 626/94).
Esiste ovviamente un problema di individuare adeguate sinergie fra i 3 istituti afferenti all’INAF a Bologna. Il tema attualmente in discussione a vari livelli locali e nazionale è oggetto di una specifica relazione congiunta in via di definizione da parte dei tre direttori. Al momento comunque, come detto in precedenza, non è pensabile andare oltre una forte collaborazione ed ottimizzazione di alcuni servizi.
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1. INTRODUZIONE
L'Osservatorio Astronomico di Bologna svolge la sua attività di ricerca fondamentale e di sviluppo delle tecnologie relative in un ampio contesto di collaborazioni nazionali e internazionali. Le linee di ricerca e di attività complessiva qui esposte, sono intese come contributo alla formulazione del Piano Triennale dell’INAF e vanno ovviamente adeguate e modulate una volta che il Piano Triennale complessivo dell’Ente sarà definitivo.
La ristrutturazione dell’INAF, pur mirata ad una maggior razionalizzazione delle attività e delle risorse della comunità astrofisica italiana, sta avvenendo in un periodo di progressiva riforma degli Enti di Ricerca e delle Università e di forte riduzione dei contributi pubblici alla Ricerca. Ciò ha inevitabilmente comportato negli ultimi anni una maggiore burocratizzazione delle attività presso gli Osservatori e una drastica e grave diminuzione del tempo e dei fondi a disposizione per la loro attività istituzionale: la ricerca astrofisica. Si auspica, per questa come per le altre Strutture dell’INAF, che non vengano ulteriormente penalizzate iniziative, linee di ricerca, prospettive sviluppate finora con notevole successo internazionale e attualmente a rischio di perdita di competitività a causa delle attuali difficili condizioni al contorno.
2. ATTIVITA’
2.1 Profilo scientifico
L’aspetto che meglio caratterizza da un punto di vista scientifico l’Osservatorio Astronomico di Bologna (OABO) e che lo rende per certi versi un caso quasi unico in Italia (e anche raro in Europa) è quello di avere non solo un approccio multifrequenza (gamma e X – ottico – infrarosso - radio), ma anche un forte collegamento tra gli scenari cosmologici e la formazione e l’evoluzione delle galassie e delle popolazioni stellari. Non a caso, numerosi componenti di OABO vengono chiamati a far parte a vario livello di un gran numero di grandi progetti internazionali, nonché a collaborare con gruppi leader negli specifici argomenti scientifici. Questa forte “scuola” ha quindi portato i ricercatori di OABO ad essere tra i maggiori utenti italiani dei grandi telescopi da terra quali ESO-VLT, Keck, CFHT, TNG, CTIO, VLA, WSRT etc. nonche’ delle maggiori missioni satellitari HST, ISO, BeppoSAX, Spitzer, XMM, Chandra, FUSE, INTEGRAL, SWIFT, etc.. Inoltre, c’è un ampio coinvolgimento di ricercatori OABO anche nella definizione delle priorità scientifiche e tecniche degli strumenti in via di attivazione e progettazione (LBT, LOFAR, ALMA, SKA, SRT, GIANO@TNG, etc.) e delle future missioni spaziali (XEUS, PLANCK, HERSCHEL, GAIA, JWST, AGILE, etc.).
Nel seguito viene riportata una sintetica descrizione dei principali filoni di ricerca, ricordando nuovamente che esiste un alto grado di collegamento ed interazione tra questi.
Di notevole importanza è la partecipazione del personale di OABO alle cosidette “legacy surveys”, cioè progetti coordinati a livello internazionale per la produzione di grandi archivi di dati da mettere a disposizione dell’intera comunità scientifica mondiale.
Un tipico esempio attuale è il progetto COSMOS, che prevede di condurre sullo stesso campo diverse surveys nelle varie lunghezze d’onda radio (VLA), infrarosso (Spitzer), spettroscopia ottica (Z-COSMOS) e banda X (XMM). In questo grande progetto la componente bolognese occupa un ruolo primario. Tale partecipazione è stata possibile grazie all’esperienza acquisita dai ricercatori OABO nella conduzione di importanti progetti conclusi o ancora in corso quali la VIRMOS-VLT Deep Survey, K20, ELAIS ed HELLAS.
Questi progetti mirano essenzialmente allo studio dell’evoluzione delle strutture cosmiche, delle galassie e degli AGN alle varie epoche cosmologiche e nelle varie bande, cercando in particolare di cogliere le relazioni tra i vari oggetti per creare un quadro interpretativo complessivo e coerente.
In maggior dettaglio, l’evoluzione di luminosità, della distribuzione spettrale, del clustering delle galassie degli ammassi e degli AGN sono gli argomenti specifici distintivi dei ricercatori di OABO, i quali sono peraltro partecipi di tutte le fasi dello sviluppo di tali surveys, dal disegno della strategia alla acquisizione, riduzione ed interpretazione dei dati.
Tale conoscenza dell’evoluzione delle strutture cosmiche, ottenuta su un periodo di tempo che rappresenta circa il 90% dell’età dell’universo, viene quindi confrontata con il modello standard cosmologico per poterlo validare o confutare e l’intero procedimento costituisce quindi un grande progetto di ricerca che coinvolge contemporaneamente conoscenze tecnologiche, osservative, informatiche e teoriche.
☻ FORMAZIONE, STRUTTURA ED EVOLUZIONE DELLE STELLE, DELLE GALASSIE E DEI SISTEMI STELLARI.
Lo studio dettagliato della evoluzione delle galassie da un punto di vista stellare è sviluppato a livelli d’eccellenza all’OABO attraverso un approccio multibanda (X, UV, ottico, IR, radio) che accoppia lo studio delle stelle, delle galassie e delle popolazioni stellari da un punto di vista osservativo alla costruzione di modelli interpretativi teorici.
In questo contesto, la dinamica nelle galassie vicine viene tracciata dalla distribuzione dell’idrogeno neutro, mentre nel caso della Via Lattea e della galassia di Andromeda dalla dinamica stellare e da quella degli ammassi globulari. Basti ricordare come un dettagliata definizione della dinamica delle galassie permette di ottenere vincoli importanti sulla quantità e la possibile natura della materia oscura presente.
In particolare, lo studio della storia della crescita gerarchica della nostra galassia è basato sull’analisi fotometrica e spettroscopica (e quindi chimica) delle stelle, della formazione stellare e della dinamica di “relitti fossili” dei “merging” subiti, individuabli come popolazioni stellari dinamicamente distinte. Entro questa definizione rientrano sia “streams” stellari, compagni della Via Lattea, sia il sistema degli ammassi globulari. Ognuna di queste entità rappresenta un periodo o un evento definito della storia galattica che deve essere compatibile con lo scenario gerarchico cosmologico.
Lo studio della storia di formazione stellare delle galassie vicine (in particolare la galassia di Andromeda e quelle del Gruppo Locale) è ora possibile con un approccio “stellare” (cioè studiando le singole stelle e popolazioni stellari risolte ad esempio con HST, VLT, LBT, Spitzer, etc.), in cui la tradizione dell’OABO è consolidata da molti anni essendosi sviluppata nel tempo una vera e propria scuola. Tale studio consente la ricostruzione di una storia chimica ed evolutiva di tali galassie da confrontarsi con le predizione della nucleosintesi primordiale, fortemente dipendente dalla fisica fondamentale. L’analisi delle abbondanze chimiche nelle singole stelle è in fase di grande sviluppo all’OABO anche ad esempio grazie all’impulso del ritorno scientifico del consorzio ITAL-FLAMES coordinato da personale OABO. Inoltre si prosegue con notevoli risultati anche il lavoro legato allo studio ed ottimizzazione della scala delle distanze, tramite in particolare lo studio delle stelle variabili non solo nella Galassia, ma anche nelle altre galassie del Gruppo Locale ed oltre.
Come detto, tale approccio è complementare alle surveys cosmologiche per la definizione dello scenari dell’evoluzione dell’Universo. Mentre le prime “fotografano” l’evoluzione delle galassie su un lasso di tempo molto grande ma con risoluzione bassa, il lavoro “paleontologico” sui relitti del “merging” e della storia di formazione stellare permette di acquisire informazioni complementari con una risoluzione impossibile per le surveys cosmologiche.
Parallelamente alle ricerche osservative e teoriche descritte in precedenza, si è sviluppata nel tempo anche una componente di ricerca sempre più attiva nello studio di modelli idrodinamici e nella costruzione ed ottimizzazione di codici numerici a più dimensioni. Tali codici sono applicati sia allo studio di oggetti stellari, in particolare supernovae, sia a quello della formazione ed evoluzione delle galassie e delle strutture primordiali. Lo sviluppo di tali esperienze aggiunge pertanto ulteriore completezza al quadro generale dell’attività di ricerca.
Sebbene lo sviluppo della strumentazione non sia stato per parecchio tempo un obiettivo centrale per OABO, --- il personale è stato infatti molto più impegnato ad usare le grandi “facilities” nazionali ed internazionali, piuttosto che a costruire in proprio strumentazione (a parte manutenere ad alto livello la funzionalità e l’uso regolare e continuo del telescopio di Loiano)---, negli ultimi anni è stato prodotto un notevole sforzo per inserirsi in modo proficuo ed incisivo in vari progetti tecnologici di grande rilevanza.
In particolare, per citare soltanto alcuni esempi, c’è stata e tuttora continua una forte partecipazione a progetti ESO quali VIRMOS, FLAMES, X-shooter ad LBT e, in specie, alla attività legata all’Ottica Adattiva, al TNG con la attivazione del progetto GIANO (coordinato da personale OABO), ad un progetto legato ai rivelatori (L3CCD) e si è progressivamente sviluppato anche un notevole lavoro legato al software di riduzione ed analisi dei dati.
Tutte queste attività hanno potuto crescere e dare grandi risultati grazie alla elevata qualità e al grande impegno di tutto il personale ed anche alla disponibilità di sufficienti risorse e della necessaria programmazione e flessibilità nella gestione ed interazione con gli altri enti (in particolare il Dipartimento di Astronomia e gli Istituti ex-CNR dell’area bolognese) ed istituzioni nazionali ed internazionali.
Per una serie di problemi, legati alla disponibilità di risorse finanziarie ed umane menzionati in seguito, ci sono motivi di forte preoccupazione per il futuro che tuttavia si spera sarà possibile ridurre nel contesto dell'INAF, una volta che l’Ente avrà raggiunto la completa operatività e avrà ottenuto un irrinunciabile adeguamento delle risorse.
☻ ELEMENTI QUALIFICANTI
Gli elementi qualificanti della attività dell’Osservatorio di Bologna già sintetizzati nella quadro riassuntivo possono essere elencati in questi punti, in gran parte rilevabili in modo analitico dai Rapporti Annuali disponibili in rete (www.bo.astro.it):
La partecipazione a progetti internazionali miranti allo sviluppo ed all’uso di strumentazione avanzata come PI e Co-I di programmi altamente qualificati;
L’elevato numero di progetti osservativi approvati in un contesto di grande competizione internazionale;
L'elevato numero di pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste internazionali, cui si aggiungono numerose relazioni su invito, per una media di circa 2.4 pubblicazioni per ricercatore. Si noti che ogni anno sono molto numerosi i lavori che risultano essere inclusi nel 5% dei più citati del settore a livello internazionale (vedi relazione CIVR).
Il notevole successo nell'ottenimento di finanziamenti altamente selettivi, quali un tempo il PRIN-MIUR e contributi specifici da parte del CNR e dell'ASI e ora i COFIN-INAF;
L’attività di alta formazione svolta attraverso la collaborazione, in moduli didattici, alla docenza presso il corso di Laurea in Astronomia dell’Università di Bologna; la supervisione di tesi di laurea in Astronomia; la partecipazione alla attività e la supervisione di tesi nell’ambito del Dottorato in Astronomia presso l’Università di Bologna; l’attribuzione di borse di studio e ricerca a giovani studiosi italiani;
Lo svolgimento ogni anno presso l’Osservatorio di circa 40 seminari e brevi corsi su specifici argomenti; i numerosi rapporti di collaborazione, con scambi di visite anche prolungate, con ricercatori di affermate istituzioni estere.
Il coinvolgimento di vari ricercatori dell’Osservatorio in comitati nazionali e internazionali preposti allo sviluppo della scienza e tecnologia astronomica da terra e dallo spazio (comitati assegnazione tempo, working groups, user committees, SAC, etc.);
La sistematica e consolidata attività di diffusione della cultura scientifica, che si concreta da anni nei progetti “Col favore del buio”, “Parco delle stelle”, “Bologna guarda il cielo”, “A piedi nudi nel parco”, in cicli di conferenze cittadine presso la storica “Specola”, in corsi di aggiornamento per gli insegnanti, in concorsi dedicati alle scuole (”Usciamo a vedere le Stelle”, “Occhi al Cielo”) e agli astrofili (“Premio G. Horn D’Arturo”), in progetti e percorsi didattici (“Modello del Sistema Solare”, “Orologio Cosmico”).
2.2. Descrizione articolata e sviluppi dell’attività di ricerca
Come detto, l’Osservatorio Astronomico di Bologna si e’ caratterizzato per un approccio osservativo “multibanda” ai problemi astrofisici e cosmologici nel contesto di un forte collegamento con il quadro teorico. Tale approccio si fonda su un patrimonio culturale radicato negli anni anche grazie alla forte e proficua simbiosi da sempre esistente con il Dipartimento di Astronomia, oltre che ai fecondi contatti con i due istituti ex-CNR (IRA e IASF-BO), e sull’utilizzo dei migliori strumenti di osservazione da terra e dalla spazio.
Utilizzando tutte queste opportunità, l’attività dell’Osservatorio Astronomico di Bologna mirerà pertanto a mantenere, e, ove possibile, allargare la propria azione e il proprio peso nel contesto nazionale e internazionale nei campi di indagine sopra indicati.
Di seguito viene riportato l’elenco dei progetti di ricerca presentati nella preparazione delle schede individuali per il Piano Triennale INAF.
2.2.1 Progetti specifici di ricerca coordinati “Intersede” con P.I.—OABO (vedi schede già inviate)
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SCHEDE PROGETTI DI INTERESSE NAZIONALE - PIANO TRIENNALE 2006-2008 |
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Tab. 1 - Progetti di ricerca con Responsabile Scientifico appartenente all'OABO |
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Responsabile Scientifico |
Titolo progetto |
Progetto |
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BELLAZZINI MICHELE |
Formazione ed evoluzione della Galassia: strutture e fenomeni di accrescimento |
In corso |
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BUZZONI ALBERTO |
Un laboratorio per lo studio delle popolazioni stellari: nuove modellistiche e strumenti di ricerca |
Nuovo |
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CLEMENTINI GISELLA |
La scala delle distanze astronomiche: dall'universo locale a quello cosmologico |
In corso. Progetto già finanziato da altri Enti. |
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COMASTRI ANDREA |
L'evoluzione degli AGN nel contesto cosmologico dei survey |
In corso. Progetto già finanziato da altri Enti. |
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FUSI PECCI FLAVIO |
Gli ammassi globulari: un laboratorio per l'astrofisica e la cosmologia |
In corso. Il progetto è parte di un progetto più ampio facente capo ad altri Enti |
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ORIGLIA LIVIA |
Giano: le nuove frontiere della spettroscopia IR |
In corso. |
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TOSI MONICA |
Storia della formazione stellare ed evoluzione chimica delle galassie dei diversi tipi morfologici |
In corso. Progetto già finanziato da altri Enti. |
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ZITELLI VALENTINA |
Studio delle proprietà dei siti astronomici |
In corso. |
2.2.2 Progetti di ricerca coordinati “Intersede” con P.I. di altra sede INAF (vedi schede altre sedi)
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SCHEDE PROGETTI DI INTERESSE NAZIONALE - PIANO TRIENNALE 2006-2008 |
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Tab. 2 - Progetti di ricerca con partecipazione ricercatori OAB |
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Responsabile Scientifico |
Ente |
Titolo progetto |
Progetto |
Ricercatori dell'INAF - OAB |
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Alcalà Juan M. |
O.A. Capodimonte |
VST Cen: gestione scienza |
Nuovo |
Gisella CLEMENTINI |
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Monica TOSI |
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Borgani Stefno |
Uni Trieste |
Supercompunting per lo studio della formazione di strutture cosmiche |
In corso |
Stefano ETTORI |
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Calvani Massimo |
OA. Padova |
Progressi verso un diagramma H-R per i Quasar |
Nuovo |
Maria Giovanna STIRPE |
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Valentina ZITELLI |
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Cecconi Massimo |
Fondazione Galileo Galilei |
Ottica Adattiva al Telescopio Nazionale Galileo |
In corso |
Emiliano DIOLAITI |
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Chieffi Alessandro |
IASFC Roma |
Studio delle popolazioni stellari e loro impatto sull'evoluzione dell'Universo |
In corso. |
Eugenio CARRETTA |
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Dantona Francesca |
OA. Roma |
Nuove frontiere della modellizzazione teorica dell'astrofisica stellare |
In corso. |
Annibale D'ERCOLE |
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Angela BRAGAGLIA |
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Flavio FUSI PECCI |
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Eugenio CARRETTA |
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Fiore Fabrizio |
O.A. Roma |
Simbol - X: a formation flight mission for hard X-ray astrophysics |
Nuovo |
Andrea COMASTRI |
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Frontera Filippo |
Uni Ferrara |
Lenti di Laue per un Gamma Ray Imager Europeo: studio di fattibilità |
In corso. |
Andrea COMASTRI |
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Giallongo Emanuele |
Uni Bologna |
Il progetto nazionale LBD@LBT: un imager per l'analisi multicolre di sorgenti deboli |
In corso |
Emiliano DIOLAITI |
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Grandi Paola |
IASF Bologna |
Processi di accrezione ed eiezione relativistica in buchi neri super massivi |
In corso |
Andrea COMASTRI |
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Roberto GILLI |
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Guzzo Luigi |
O.A. Brera |
Origine ed evoluzione delle galassie e della struttura a grande scala dell'Universo |
In corso. |
Giovanni ZAMORANI |
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Alberto CAPPI |
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Paolo CILIEGI |
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Andrea COMASTRI |
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Roberto MERIGHI |
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Marco MIGNOLI |
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Lucia POZZETTI |
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Elena ZUCCA |
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Sandro BARDELLI |
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Hunt Leslie |
IRA sezione Firenze |
L'Universo Oscurato |
Nuovo |
Monica TOSI |
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Lattanzi Mario Gilberto |
O.A. Torino |
Partecipazione italiana alla missione Gaia dell'ESA |
In corso. |
Carla CACCIARI |
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Emiliano DIOLAITI |
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Elena PANCINO |
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Paolo MONTEGRIFFO |
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Angela BRAGAGLIA |
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Michele BELLAZZINI |
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Luciana FEDERICI |
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Flavio FUSI PECCI |
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Pasquale LONDRILLO |
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Gisella CLEMENTINI |
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Lorenzetti Dario |
O.A. Roma |
Una camera infrarossa per il primo fuoco di LBT |
Nuovo |
Emiliano DIOLAITI |
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Mannucci Filippo |
IRA sezione Firenze |
Uso scientifico delle osservazioni di ottica adattiva |
Nuovo |
Emiliano DIOLAITI |
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Livia ORIGLIA |
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Mantovani Franco |
IRA |
Fisica degli AGN Radio Loud ed evoluzione delle radiosorgenti da piccola a grande scala |
In corso |
Hans DE RUITER |
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Molendi Silvano |
IASF Milano |
Ammassi di Galassie nei raggi X |
In corso. |
Sandro BARDELLI |
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Elena ZUCCA |
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Stefano ETTORI |
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Palumbo Giorgio |
Uni Bologna |
The XEUS Cosmic Vision |
In corso |
Andrea COMASTRI |
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Prandoni Isabella |
IRA Bologna |
Cosmologia con Survey radio e infrarosse |
Nuovo |
Paolo CILIEGI |
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Hans DE RUITER |
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Carlotta GRUPPIONI |
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Ragazzoni Roberto |
O.A. Arcetri |
Gatto Tom: un telescopio ad alta risoluzione in Antartide |
Nuovo |
Emiliano DIOLAITI |
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Ragazzoni Roberto |
O.A. Arcetri |
Ottica Adattiva multiconiugata a grande campo, comprendente due Ground Layers |
In corso. |
Emiliano DIOLAITI |
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Paolo CILIEGI |
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Carlotta GRUPPIONI |
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Roberto MERIGHI |
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Ragazzoni Roberto |
O.A. Arcetri |
La Smart Fast Camera: una camera fino a 3x3 gradi di campo per telescopi classe 8M |
Nuovo |
Emiliano DIOLAITI |
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Ragazzoni Roberto |
O.A. Arcetri |
Camere con ottiche adattive a grande campo per i telescopi dell'ESO: da VLT ad OWL |
In corso. |
Emiliano DIOLAITI |
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Randich Sofia |
O.A. Arcetri |
Ammassi Aperti |
In corso. Il progetto fa parte di un progetto più ampio facente capo ad altri Enti |
Angela BRAGAGLIA |
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Eugenio CARRETTA |
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Elena PANCINO |
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Monica TOSI |
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Ripepi Vincenzo |
O.A. Capodimonte |
STEP@VST -Struttura ed evoluzione della Piccola Nube di Magellano |
In corso. Il progetto è già finanziato da altri Enti |
Gisella CLEMENTINI |
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Monica TOSI |
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Salinari Piero |
O.A. Arcetri |
Extremely Large Telescopes |
In corso. |
Emiliano DIOLAITI |
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Spinoglio Luigi |
IFSI Roma |
Osservazioni IR e studio degli archivi Spitzer e ISO |
In corso. |
Carlotta GRUPPIONI |
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Spinoglio Luigi |
IFSI Roma |
Partecipazione italiana allo spettrometro ESI della missione SPICA |
Nuovo |
Carlotta GRUPPIONI |
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Trinchieri Ginevra |
OA. Brera |
Galassie e effetto dell'ambiente dulla loro evoluzione |
In corso. |
Valentina ZITELLI |
2.2.3 Progetti ad indirizzo tecnologico
I ricercatori di OABO hanno una lunga tradizione di interessi e partecipazione ai grandi progetti
nazionali ed internazionali (telescopi, strumenti, satelliti) che si è esplicata soprattutto nella partecipazione ai gruppi di lavoro per la definizione scientifica, tecnica e di calibrazione, uso e successiva analisi dei dati.
Con la proposta approvata per la costruzione dello spettrografo IR ad alta risoluzione GIANO per il TNG come strumento di seconda “baseline”, Livia Origlia si è assunta il compito di PI del relativo progetto. E’ stato pertanto costituito un gruppo organico di ricercatori e tecnici che si occupano dei vari aspetti, in collaborazione principalmente con personale dell’O.A. di Arcetri e del TNG. Il lavoro prosegue proficuamente secondo il piano stabilito (vedi pagina dedicata nel sito www.bo.astro.it) e pertanto non ci si dilunga nella sua descrizione.
La Preliminary Design Review dello strumento è stata presentata alla fine del 2003, sottoposta a referee internazionali ed approvata. La Final Design Review è stata presentata alla fine del 2004.
Il progetto, interamente finanziato dall'INAF, è in piena fase di sviluppo e nel corso del prossimo triennio lo strumento verrà ultimato. Nel corso del 2005 si è finalizzato il disegno opto-meccanico dello spettrometro e dell'elettronica. Si è inoltre proceduto all'acquisto dell'array e dei componenti ottici principali. Nel 2006 e prima metà del 2007 lo strumento verrà progressivamente assemblato e testato in laboratorio, nell'autunno nel 2007 verrà trasportato al TNG, dove inizierà la fase di commissioning e science verification. Nel 2008 verrà completata la fase di ottimizzazione e lo strumento entrerà progressivamente a regime come facility osservativa del telescopio. Pertanto, pur nella ristrettezza dei fondi, data l’importanza del progetto e, soprattutto, del rispetto della tempistica (perché lo strumento proposto è tanto più di successo quanto prima sarà disponibile) è prioritario che continui nel tempo la grande attenzione e il sostegno fino ad oggi avuto da parte del Dipartimento Progetti (vedi scheda progetto per GIANO).
Personale di OABO collabora a progetti strumentali nell’ambito del gruppo di attività Ottica Adattiva Multiconiugata per Grandi Telescopi (responsabile R. Ragazzoni, Osservatorio Astrofisico di Arcetri).
OABO partecipa al progetto Linc-Nirvana (vedi scheda progetto Ottica Adattiva multiconiugata). Nel corso del 2005, il personale dell’osservatorio ha collaborato alla progettazione dello strumento, in particolare del sistema di ottica adattiva multi-coniugata. La fase di progettazione si è sostanzialmente conclusa con la Final Design Review, nel mese di Luglio 2005. In vista dell’integrazione di due dei quattro sensori di fronte d’onda del sistema di ottica adattiva multi-coniugata, è stato allestito un laboratorio, con banco ottico e strumentazione accessoria per gli allineamenti. E’ stato inoltre costituito un gruppo di lavoro per lo studio di casi scientifici.
Sempre nel campo dell’ottica adattiva, il personale di OABO ha continuato il lavoro di caratterizzazione di sensori a conteggio di fotoni, ha supportato le ultime fasi di integrazione del sensore “layer-oriented” per il progetto Multi-conjugate Adaptive optics Demonstrator (MAD) per ESO-VLT, presso l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, (vedi scheda progetto Camere con ottiche adattive a grande campo), si è occupato di analisi di dati ottenuti con sistemi di ottica adattiva (AdOpt@TNG e NACO-VLT). Nell’ambito del progetto “Extremely Large Telescope Design Study” in FP6 (vedi scheda progetto ELT), ha coordinato il pacchetto di lavoro “Novel Adaptive Optics concepts”, dedicato allo studio di tecniche di misura della turbolenza atmosferica assistite da sorgenti artificiali.
Il personale dell’OABO ha partecipato all’integrazione nel laboratorio dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri del canale rosso della “Large Binocular Camera” per LBT (vedi scheda progetto LBC-LBT), ha lavorato “in situ” (Arizona) per la acquisizione della “prima luce” del telescopio e si è occupato della definizione delle specifiche dei filtri fotometrici.
OABO ha anche collaborato al disegno di un “imager” infrarosso per l’ “Extremely Large Telescope”. Infine, nell’ambito della fase preparatoria ad una possibile partecipazione italiana alla “data reduction” per il progetto GAIA dell’ESA (vedi scheda progetto per GAIA), è stato effettuato uno studio preliminare circa la possibilità di caratterizzare su un telescopio da terra le bande fotometriche che verranno impiegate nella missione spaziale.
Lo studio della qualità dei siti astronomici si inserisce nell'ambito di importanti campagne internazionali mirate ad individuare i siti per i telescopi della prossima generazione. E’ inoltre di grande importanza conoscere i dettagli sullo sviluppo delle variazioni a grande e piccola scala della temperatura dell’aria sovrastante i siti e della turbolenza in atmosfera libera per l’ottimizzazione dei sistemi di osservazione che fanno uso dell’ottica adattiva.
Recentemente sono state sviluppate collaborazioni internazionali, sotto forma di una serie di azioni coordinate e concordate, tra ricercatori italiani ed europei di IAC ed ESO.
L’ESO, in particolare, ha iniziato una campagna per individuare il sito ove installare il futuro grande telescopio da 40-60 m . L’isola di La Palma e’ uno dei siti candidati ad ospitare tale grande progetto. Diventa quindi cruciale studiare le proprietà astronomiche dettagliate di questo sito per porre le basi per formulare, in un secondo tempo, modelli di previsione sinottici.
In questo contesto si inserisce l’attività di Valentina Zitelli che, con altri colleghi INAF, ha analizzato precedentemente i parametri atmosferici classici, responsabili della perdita di risoluzione spaziale e accuratezza fotometrica nelle immagini astronomiche disponendo di un vasto database di dati fornito dalla torre meteo installata presso il TNG e funzionante regolarmente fin dal 1998.
Il report con la raccolta dei dati e con una analisi preliminare e' reperibile nel sito del TNG alla pagina web www.tng.iac.es
Piano di attività per il triennio
Oltre, come detto, alla prosecuzione del progetto GIANO-TNG, impegno prioritario ed irrinunciabile per OABO, nel corso del triennio 2006-2008, si prevede il completamento del progetto Linc-Nirvana. Inizialmente il personale di OAB si occuperà dell’integrazione e caratterizzazione in laboratorio di due dei quattro sensori di fronte d’onda; contemporaneamente controllerà la costruzione delle ottiche per i restanti due sensori, il cui progetto è stato ultimato per la Final Design Review dello strumento (Luglio 2005). I sotto-sistemi, una volta assemblati, saranno consegnati al Max Planck Institut fuer Astronomie di Heidelberg (Germania), dove verranno integrati con il resto dello strumento. Infine Linc-Nirvana verrà installato a LBT. L’OAB supporterà sia l’integrazione ad Heidelberg che al telescopio. Parallelamente proseguirà lo studio dei casi scientifici (coord. OABO Paolo Ciliegi) in collaborazione con gli altri istituti partecipanti al progetto, con il duplice scopo di definire le procedure osservative e di preparare un pacchetto di proposte volte ad un efficace utilizzo scientifico dello strumento.
OABO proseguirà l’attività di ricerca nel campo delle tecniche di misura della turbolenza atmosferica con sorgenti artificiali, nell’ambito del pacchetto “Novel Adaptive Optics concepts” dell’ELT Design Study in FP6, che terminerà alla fine del 2007; continuerà inoltre l’attività di caratterizzazione dei sensori a conteggio di fotoni e lo studio di metodi di elaborazione di immagini ottenute con ottiche adattive, con particolare riferimento agli aspetti fotometrici.
Nel corso del 2006 è prevista l’installazione a LBT del canale rosso di LBC, nonché il commissioning del canale blu. Il personale di OABO coinvolto nel progetto supporterà queste fasi finali del progetto, occupandosi anche di concludere la definizione delle specifiche tecniche dei filtri fotometrici. Inoltre OABO è coinvolto nella proposta di uno studio di fattibilità per l’estensione del canale rosso di LBC al vicino infrarosso.
Per quanto riguarda i progetti non ancora in corso, il personale di OABO partecipa a varie proposte. Nell’ambito della possibile partecipazione italiana al progetto GAIA, OABO propone di occuparsi di problemi di calibrazione fotometrica e della caratterizzazione delle bande passanti; queste attività comprendono anche aspetti strettamente strumentali, legati al disegno ottico e allo studio delle caratteristiche dei sensori e della loro evoluzione temporale. OABO partecipa inoltre a diversi studi di fattibilità, non ancora finanziati, quali lo studio di una camera modulare a grande campo (vedi scheda progetto La Smart Fast Camera) e lo studio di telescopi per l’Antartide (vedi scheda progetto Gatto Tom), sia da terra che su pallone. Più in generale il personale di OABO intende impegnarsi attivamente nello sviluppo di strumentazione ottica e infrarossa avanzata, sfruttando le competenze di progettazione ottica, integrazione di sistemi, ottica adattiva, caratterizzazione di sensori, programmazione ed elaborazione dati scientifici.
Per il triennio in questione Valentina Zitelli, in collaborazione con un dottorando di ricerca OABO e colleghi INAF, si propone di:
1. analizzare con accuratezza i dati esistenti ottenuti dalla torre meteo e di confrontarli con i dati ottenuti raccogliendo i dati rilevati nei siti dei partners come NOT e CAMC, vicini al TNG . La disponibilità di un database di oltre dieci anni ha diverse implicazioni sulle osservazioni future:
ha un impatto diretto sulle osservazioni permettendo l’analisi di correlazioni fra andamenti istantanei e andamenti climatici a lungo termine;
lo studio climatologico può avere implicazioni dirette sugli sviluppi futuri con evidenti conseguenze di economia di costi. Ad esempio, se dall’analisi del contenuto delle polveri si può prevedere un aumento delle presenza delle polveri nel tempo, ecco che una intera banda della radiazione elettromagnetica ne risulta penalizzata se non addirittura inaccessibile. Il caso estremo di indicazione di un peggioramento delle condizioni climatiche sarà vincolante per gli sviluppi dei futuri telescopi e in particolare per l’ELT da circa 50 m in progettazione all’ESO.
2. proseguire lo studio facendo uso di tecniche relativamente nuove come i misuratori locali multicanale di polveri posti in altri siti sulla montagna e iniziando lo studio del profilo verticale dell’atmosfera utilizzando le misure radiometriche e ottiche da satellite con l’utilizzo di OMI, recentemente lanciato e in grado di fornire misurazioni delle particelle di polveri presenti nell’alta atmosfera. Gli stessi dati di OMI serviranno anche per rivelare la presenza di nubi e correlarla con la qualità fotometrica dei siti in ottico. I dati ottenuti da OMI permettono, inoltre, per la prima volta di correlare dati da satellite con dati di estinzione atmosferica misurati da osservazioni da terra e con dati di misurazione di polveri.
3. tramite il controllo della qualità e quantità di polveri depositate al telescopio TNG, poter prevedere la quantità e qualità degli stessi su tempi scala di 20-30 anni, epoca in cui si stima diventi operativo il telescopio da 50 m dell’ESO.
2.2.4 Centro di calcolo
Nel corso del 2005, l'attività del Centro di Calcolo dell'Osservatorio di Bologna si è principalmente rivolta al miglioramento delle “performances” della rete interna, con nuovi apparati di collegamento e con la sostituzione dei server che ospitano i principali servizi. In particolare è stato sostituito il server “dns” nazionale, ospitato su architettura 'Alpha Compaq' con un nuovo elaboratore più efficiente e dotato di migliori caratteristiche di ridondanza nell'hardware.
Altro punto di intervento è stata la diminuzione del parco macchine “Alpha”. Queste ultime, oltre ad essere in buon numero obsolete come hardware, hanno anche costi di manutenzione elevati, se paragonati con macchine di ultima generazione. Esse sono state in gran parte sostituite con elaboratori Apple Power Mac bi e quadri processori. Le “performances” di queste nuove macchine sono decisamente interessanti dal punto di vista del calcolo ed anche il sistema operativo Mac OS X si interfaccia bene con le esigenze dell'utenza scientifica. Dove, per problemi di compatibilità software, i Power Mac non sono stati utilizzabili, si è scelto di installare elaboratori assemblati, con processori bi-Opteron AMD. Tali sistemi sono configurati in modalità server, con alimentazione ridondata e hardware RAID 1, al fine di migliorare la sicurezza dei dati.
Sempre nel corso dell'anno con un forte investimento a carico di OABO (vedi citata reciprocità di impegni con il Dipartimento di Astronomia) è stata allestita una nuova sala dottorandi con 6+2 postazioni di calcolo.
Piano di attività per il triennio
Nel triennio 2006-08, continuerà la sostituzione del parco macchine 'Alpha', fino a totale esaurimento di questa categoria di elaboratori. Dal 2006, infattti, gli elaboratori 'Alpha' dovrebbero uscire dal mercato e la loro manutenzione si esaurirà comunque nel 2010. Questo comporterà un lavoro di conversione di software abbastanza complesso, a causa dei problemi di compatibilità fra compilatori di diverse architetture, in particolare per il linguaggio di programmazione FORTRAN, largamente usato nel mondo astronomico per la scrittura di codice auto-prodotto. Come già esposto, i processori 'Alpha' verranno sostituiti o da processori Apple o da sistemi assemblati basati su processori AMD Opteron.
Una nuova linea di sperimentazione, da sviluppare in collaborazione con altre sedi INAF di Bologna, sarà quella dell'implementazione di sistemi di calcolo con architettura GRID, per essere utilizzati sia in campo teorico (simulazioni fluido-dinamiche), che in campo osservativo (pipeline di riduzione dati). Entrambi questi campi applicativi dovrebbero beneficiare di questo tipo di architettura in quanto estremamente esigenti in risorse di potenza di calcolo e storage.
2.2.5 Stazione di Loiano
OABO gestisce la Stazione osservativa di Loiano (di proprietà dell’ Università di Bologna) composta da: a) telescopio G.D. Cassini da 152 cm accessoriato con BFOSC+EEV e fotometro bicanale per fotometria rapida; b) telescopio Zeiss da 60 cm con camera CCD in presa diretta ad uso didattico e divulgativo; c) palazzina ad uso foresteria e custodia; d) 23 ettari di bosco.
Il telescopio Cassini e’ regolarmente schedulato per le osservazioni scientifiche per circa 340 notti l’anno, escludendo solo le festività principali, su base di “applications” semestrali (gennaio, luglio). Il numero medio di utenti oscilla fra 35 e 40 provenienti da sedi italiane ed estere. Il telescopio da 60 cm e’ prevalentemente rivolto ad attività di supporto alla didattica ed alla divulgazione (oltre 50 notti di apertura all’anno su prenotazione con oltre 3000 visitatori, a pagamento).
Lo staff permanente e’ composto da 6 tecnici residenti (1 e’ andato in pensione nel 2004 e non e’ stato sostituito, con aggravio dei servizi—“refilling di azoto” etc. e altri 2 potrebbero farlo nel corso del 2006). Inoltre si effettuano regolari interventi da parte di personale con sede a Bologna, anche in caso di emergenze.
♣ Problema della assistenza notturna
In questo contesto è cruciale definire una volta per tutte la retribuzione delle ore notturne svolte dai 4 assistenti notturni ben oltre il loro normale orario di servizio (circa 900 ore annue di straordinario, oltre ad un numero considerevole di ore recuperate). Poiché il telescopio opera ogni notte, per tutta la notte se le condizioni meteorologiche lo consentono, e ciò significa ad esempio d’inverno dalle 17 alle 8 della mattina successiva, è indispensabile la presenza dell’assistente notturno. Questo per due motivi: il primo perché l’assistente notturno ha una completa conoscenza sia del telescopio e della strumentazione, sia delle tecniche di osservazione; il secondo per ragioni di sicurezza legate alla applicazione della l. 626/94 (come imposto dal Responsabile per la Sicurezza e Prevenzione, Prof. Badiello, UNIBO). Dato l’elevato numero di ore necessarie, si ha un regolare (ma indispensabile) superamento del tetto di ore di straordinario disponibile. Pertanto, solo la definizione di una indennità specifica (peraltro modesta, quando considerata sul totale e sull’impatto che avrebbe la eliminazione del servizio) può risolvere in modo chiaro e definitivo il problema.
Le funzioni principali svolte dal telescopio Cassini consistono sinteticamente in:osservazioni scientifiche su specifici programmi scientifici tipici esempi:
● osservazioni di controparti di Gamma Ray Bursts,
● osservazioni di stelle variabili e peculiari, monitoraggi sorgenti,
● spettroscopia e fotometria di oggetti extragalattici “brillanti”,
● osservazioni di asteroidi, ammassi aperti e globulari, galassie vicine, etc.
● osservazioni scientifiche coordinate con altri progetti (satelliti, WET, etc.)
● test di prototipi e strumentazione anche destinata a telescopi di classe superiore
● tirocinio e laboratori di studenti e dottorandi (italiani e stranieri
● attività divulgative in occasione di speciali eventi
Dalla statistica delle notti allegata dal 2000 ad oggi emerge che si apre la cupola circa il 50% delle notti (160-190) e circa il 40% (110-140 notti) vede osservazioni per più del 50% della durata della notte (dal tramonto all’alba, con assistente notturno sempre presente).
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2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
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Usate >50% |
36% |
36% |
39% |
42% |
40% |
34% |
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Usate <50% |
8% |
11% |
9% |
11% |
12% |
12% |
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perse |
52% |
49% |
50% |
42% |
44% |
49% |
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Test & manut. |
4% |
4% |
2% |
5% |
5% |
5% |
♣ B. Produzione scientifica
Si riporta di seguito l’elenco delle pubblicazioni contenenti dati basati su osservazioni fatte al telescopio Cassini per l’anno 2004-2005 (è difficile dare un elenco completo ma deve intendersi come una lista completa a circa l’80%)
1. Silvotti, R.; Voss, B.; Bruni, I.; Koester, D.; Reimers, D.; Napiwotzki, R.; Homeier, D.: 2005 “Two new ZZ Ceti pulsators from the HS and HE surveys” A&A., 443 p.195
2. Nesci, R.; Sclavi, S.; Massaro, E.: 2005 “Optical follow-up of BL Lac candidates in the 2BL sample” A&A, 434, p.895
3. Viotti, R. F.; González-Riestra, R.; Iijima, T.; Bernabei, S.; Claudi, R.; Greiner, J.; Friedjung, M.; Polcaro, V. F.; Rossi, C.: 2005 “Optical and X-Ray Observations of the Symbiotic System Ag Draconis During Quiescence and Outburst” Ap&SS , .296, p..435V
4. de Ugarte Postigo, A.; Castro-Tirado, A. J.; Gorosabel, J.; Jóhannesson, G.; Björnsson, G.; Gudmundsson, E. H.; Bremer, M.; Pak, S.; Tanvir, N.; Castro Cerón, J. M.; and 36 coauthors:
2005 “GRB 021004 modelled by multiple energy injections” A&A,443, p.841
5. Nesci, R.; Sclavi, S.; Massaro, E.: 2005 “Optical follow-up of BL Lac candidates in the 2BL sample” A&A...434.p.895
6. Silvotti, R.; Voss, B.; Bruni, I.; Koester, D.; Reimers, D.; Napiwotzki, R.; Homeier, D.:
2005 “Two new ZZ Ceti pulsators from the HS and HE surveys” A&A, 443,p.195
7. Ripepi,V, Bernabei, S.; Marconi, M. et al.: 2005 "A multisite photometric campaign on the Pre-Main-Sequence delta Scuti pulsator IP Per", A&A, accepted
8. Masetti N. et al.: 2005 “ Unveiling the nature of three INTEGRAL sources through optical spectroscopy:II The nature of four unidentified sources” Astro-ph/0511182
9. Masetti N. et al.: 2005 “ The extragalactic nature of the serendipitous BeppoSAX source aMASX J14585116-1652223” Astro-ph/0509841
10. Masetti N. et al.: 2004 “ Unveiling the nature of three INTEGRAL sources through optical spectroscopy” A&A 426 p.41-44
11. Cortese et al.: 2004 “ Multiple merging in the Abell cluster 1367” A&A 425 p.429-441
12. Grandi P. et al.: 2004 “ 1WGAJ2223.7-0206: A narrow line quasi stellar object in the XMM Newton field of view of 3C445” A&A 418 p.907-911
13. Gavazzi G. et al. 2004 “Spectrophotometry of galaxies in the Virgo cluster :II The data” A&A 417 499-514
14. Cortese et al.: 2004 “ An extragalactic HII region in the Virgo cluster” A&A 416, 119-123
15. Silvotti, R. et al.: 2004 , Astrophysics and Space Science, v. 291, p. 445-448
Comunicazioni a congressi
16. Silvotti, R.; Voss, B.; Koester, D.; Bruni, I.: 2005 “Two New ZZ Ceti Pulsators from the HS and HE Surveys” ASPC..334..651S
17. Polcaro F. et al.: 2004 adass 13, 776
18. Butler R., 2004 adass 13, 448
19. Butler R., and Forde K.:, 2004 “ Data reduction and analysis pipelines:the simple approach for the xFOSC family of instruments” SPIE 5493, p.502-511
20. S. Bernabei, et al.: 2004, Observation of new candidates for the PMS Scuti stars class The A-Star Puzzle. Proceedings IAU Symposium No. 224 ,2004 J. Zverko, W.W.,Weiss, ,eds.
21. V. Ripepi, et al.:, 2004, Multisite observation of the Pre-Main-Sequence Scuti stars IP Per The A-Star Puzzle. Proceedings IAU Symposium No. 224 (J. Zverko, W.W.,Weiss, ,eds)
22. Viotti, et al,: 2004 “Optical and X-ray observations of the symbiotic system AG Draconis” International-Conference-Zdeněk-Kopal's-Binary-Star-Legacy,Litomyšl,31.3.-4.4.2004,Czech Republic, Astrophysics & Space Science
23. Bartolini, C. et al.: 2004, “Observations of Optical Afterglows of Gamma-Ray Bursts from Loiano” Gamma-Ray Bursts: 30 Years of Discovery: Gamma-Ray Burst Symposium. AIP Conf. Proc., Vol. 727, held 8-12 Sept., 2003 in Santa Fe, New Mexico. Edited by E. E. Fenimore and M. Galassi. Melville, NY: American Institute of Physics, 2004., p.471-474
Telegrammi e Circolari:
24. Gaggero, D.; Martire, I.; Poggiani, R.; Puccetti, V.; Shore, S. N.; Tognelli, E.; Bernabei, S.: 2005, “V378 Serpentis and V2361 Cygni” IAUC.8529....1G
25. Masetti, N.; Orlandini, M.; Marinoni, S.; Santangelo, A.: 2005, “Optical observations of BQ Cam (=V0332+53) in outburst” ATel..388....1
26. Nanni D. et al.: 2005 “GRB051111: Rc optical observations” GCN4298
27. Greco, G.; Bartolini, C.; Guarnieri, A.; Piccioni, A.; Pizzichini, G.; Poggiani, R.; Bruni, I.; Sakamoto, T.: 2005 “ GRB050416A, optical observations.”
28. Bartolini C., et al.: 2004 AIPC 727 p.471
29.Piccioni, C. et al.: 2004 GRB Circular Network,2623,GRB040624
30. Masetti, N. et al.: The Astronomer's Telegram, #310 07/2004
31. Piccioni, A. et al.: GRB Circular Network,1963 ,GRB030324
Cataloghi on line
32. Cortese et al.:2004, VizieR on line Cat.:J/A+A/417/299
33. Cortese et al.: 2004, VizieR on line Cat.: J/A+A/425/429
♣ C. Prospetto indicativo di spesa relativa al triennio 2006-2008 per la Stazione di LOIANO
→C. 1. Gestione e sviluppo della strumentazione collegata ai telescopi
In ordine di priorità:
a) Acquisto di un nuovo sistema di acquisizione di immagine completo dalla Princeton: 65.000 euro (hanno in magazzino un sistema gemello di quello esistente a Loiano, usato per dimostrazione di laboratorio che venderebbero a 32.000).
b) Acquisto centralina meteo Oregon Scientific opp. Davis. Spesa presunta da un minimo di 700 euro a un massimo di 1.500 euro. Nota: Il sistema di rilevamento dei dati meteorologici sta progressivamente guastandosi e ha bisogno di uno svecchiamento.
c) Nuovo sistema di filtri per il progetto GAIA (da definire in base alla evoluzione della partecipazione italiana all’intero progetto, vedi Gruppo di Lavoro INAF, costo presunto oltre 50Keuro)
→C. 2. Gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria della sede di Loiano (telescopi 152cm , 60cm, foresteria, terreno boschivo). Spese indicative per tipologia nel 2005:
|
Pulizia castagneto e sottobosco |
3.500 |
|
Fornitura di azoto liquido per la strumentazione di criogenia |
5.000 |
|
Manutenzione annuale impianti di emergenza, ascensore, ecc. |
6.000 |
|
Pulizie stabili |
16.500 |
|
Spese telefoniche, di riscaldamento, luce, lavasecco |
15.000 |
|
Assicurazioni |
4.200 |
|
Alluminatura specchio principale |
2.000 |
|
Revisione piano mobile |
1.500 |
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Automatizzazione rotazione Bfosc |
1.000 |
|
Troncatrice |
2.000 |
|
|
|
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Totale |
56.700 |
→C. 3. Missioni
Il costo complessivo delle missioni effettuate da tutto il personale OABO, per qualsiasi motivo legato alle attività svolte a Loiano o da personale con sede di servizio a Loiano (incluso manutenzioni, servizi, osservazioni, divulgazione, didattica) è inferiore a 8.000 euro annui.
→C. 4. Corsi di formazione specifici
Corso di gestione reti - Corso di programmazione pagine web – Corso di programmazione C++
Tali corsi possono essere attivati e svolti a livello locale.
→C. 5. Manutenzione edilizia straordinaria
Sistemazione del pavimento al primo piano della foresteria: preventivo attuale indicativo circa 50000 euro (UNIBO ha dato una disponibilità di massima ad occuparsene con il proprio Ufficio Tecnico).
→. 6. Sommario indicativo dei costi annui:
|
Costo di gestione ordinaria complessivo annuo |
55.000 |
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Investimenti (qualora approvati, a + b) |
66.500 |
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Spese per missioni |
8.000 |
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Manutenzione straordinaria (edilizia + varie) |
70.000 |
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Totale spese ordinarie |
63.000 |
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Totale spese ordinarie + investimenti |
129.500 |
|
Totale generale |
199.500 |
Da tutto ciò emerge un quadro complessivamente più che positivo della gestione e utilizzo della Stazione di Loiano, e sulla base di tale quadro sembra naturale mantenere e, se possibile, migliorare la condizione esistente, almeno fino a quando non saranno prese decisioni idonee e condivise sul suo futuro. Perchè ciò avvenga e’ indispensabile che il livello di servizi sia garantito e che quindi, ad esempio, venga risolto quanto prima ed in modo soddisfacente per tutti il citato problema della assistenza notturna al telescopio.
Da due anni a questa parte, oltre alla indispensabile e unanimemente riconosciuta attività dei quattro assistenti notturni che a rotazione coprono il servizio, è stata introdotta la figura dell’ astronomo residente (1 assegnista) allo scopo di consentire osservazioni in “service mode” per le “ToO” (GRBs, XRS, etc.) e per “Long-term programs” condotti da ricercatori OABO e di altre istituzioni. Tale soluzione e’ stata accolta con grande soddisfazione e sono già pervenute richieste per potere attivare un programma collegato alle osservazioni con SWIFT che possa avvalersi con continuità del nuovo servizio. E’ stato pertanto attivato anche per il 2006 un assegno di ricerca per confermare la presenza dell’Astronomo residente.
2.2.6 Divulgazione e Didattica
Oltre alla consueta ed istituzionale attività di ricerca, OABO conduce da vari anni, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Astronomia, un ampio programma dedicato alla didattica ed alla divulgazione nella provincia di Bologna, in particolare, ma anche esteso spesso alla regione e fuori di essa. In questo contesto sono state attivate numerose iniziative in collaborazione con varie istituzioni e con le amministrazioni locali (vedi www.bo.astro.it). Queste attività hanno l’obiettivo di fare conoscere, con linguaggi e metodi mirati al pubblico cui si vuole rivolgere, gli elementi fondamentali dell’astronomia ed astrofisica: conoscenza della naturalistica, sviluppo tecnologico, natura del mondo fisico fuori dell’ambiente terrestre.
In estrema sintesi vengono organizzate manifestazioni pubbliche (serate “laser” –utilizzato come potente dito indicatore in cielo-- nei giardini e piazze, conferenze, convegni, etc.), corsi di formazione, visite ai telescopi (aperture programmate in tutto il periodo estivo), concorsi per le scuole e per gli appassionati, collaborazioni con gli astrofili, etc. Nel complesso si può stimare che varie migliaia di persone (10000-15000) partecipino ogni anno a questa programmazione che, grazie anche al grande impatto che l’astronomia ha sull’opinione pubblica, ha sempre più successo. In questo ambito sarebbe ad esempio importantissimo disporre di un ufficio stampa e relazioni con il pubblico a livello locale bolognese, coordinato con l’analogo servizio centrale INAF e con quelli dell’Università e degli altri enti locali.
Alla luce di tutto ciò, si intende rafforzare l’impegno di tempo e risorse cercando in particolare di accedere a finanziamenti esterni al budget INAF. Sono stati ottenuti finanziamenti specifici sia dal MIUR sia da altri enti e fondazioni, ma e’ necessario approfondire il problema anche nel quadro di una programmazione e coordinamento nazionale.
♣ A. Attività del 2005
Anno Cassiniano
L’idea di dedicare il 2005 a Domenico Cassini (1625-1712), uno dei più grandi astronomi italiani di tutti i tempi, è nata dalla contemporaneità di tre avvenimenti:
● i 350 anni della costruzione della grande meridiana di San Petronio, ad opera di Cassini. Nel 1655, Cassini propose la costruzione di una grande linea meridiana all’interno di San Petronio. Nel giorno del solstizio d’estate (21 giugno) dello stesso anno, Cassini eseguì la prima misura necessaria alla realizzazione della nuova linea meridiana, che sarebbe stata — ed è tuttora — la più lunga al mondo;
● i 30 anni della costruzione del telescopio “G.D. Cassini” di Loiano. Il telescopio “Cassini” di Loiano, inaugurato ufficialmente il 13 settembre 1976, ha iniziato a operare nell’autunno del 1975;
● la missione “Cassini-Huygens” che inizia l’esplorazione del sistema dei satelliti di Saturno. Questa importante missione spaziale è stata dedicata proprio a Cassini.
L’anno cassiniano è stato inaugurato il 2 dicembre 2004 con una conferenza introduttiva tenutasi presso la Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio. Sono intervenuti Walter Tega, pro rettore dell’Università di Bologna, Anna Cassini, Fabrizio Bònoli, Flavio Fusi Pecci e Giorgio Palumbo.
È stata allestita una mostra scientifica dedicata all’esplorazione del Sistema solare, dal 4 al 27 febbraio presso la Piazza coperta di Sala Borsa, inaugurata da una conferenza tenuta da Giovanni Bignami il 3 febbraio in Cappella Farnese e completata da un ciclo di tre conferenze nelle domeniche in cui la mostra era aperta in Sala Borsa, a cui hanno partecipato Margherita Hack, Flavio Fusi Pecci, Giorgio Palumbo, Alberto Cappi, Sylvie Coyaud, Bruno Marano, Stefano Tinti.
Il 20 giugno ha avuto luogo una conferenza storico-scientifica presso la Sala Stabat Mater, che ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Eugenio Riccomini, e la mattina seguente – solstizio d’estate, giorno in cui Cassini iniziò la costruzione della meridiana – è stata dedicata all’osservazione pubblica del Sole da Piazza Maggiore con l’utilizzo di opportuni telescopi e alla visione del transito del Sole sulla linea nella Basilica, tutto questo sotto la guida di esperti.
Un convegno, il cui oggetto erano le meridiane come strumenti di indagine scientifica e che si è tenuto il 22 e 23 di settembre in occasione dell’equinozio d’autunno, e una mostra storico-scientifica intitolata “Il Sole nella chiesa”, dal 22 settembre al 22 ottobre, entrambi presso l’Archiginnasio, hanno rappresentato il momento più significativo dell’intero anno. Per l’occasione si è tenuto un concerto di musiche secentesche in San Petronio ed è stata compiuta una nuova osservazione guidata del transito del Sole sulla linea in San Petronio.
Il 21 dicembre è stata organizzata una visita guidata alla meridiana in San Petronio, infatti esattamente 350 anni prima, il 21 dicembre 1655, Cassini ultimò la sua opera. Nel giorno del solstizio d’inverno l’immagine del disco solare si trova nel punto più distante dalla verticale del foro della meridiana e l’osservazione è particolarmente spettacolare, poiché l’immagine assume le dimensioni maggiori di tutto l’anno.
Dal 6 al 14 agosto, a Loiano è stata allestita una mostra fotografica dedicata al grande telescopio; il 14 ottobre l’astronauta Umberto Guidoni ha tenuto una conferenza pubblica presso la Sala absidale di Santa Lucia e il giorno seguente, sabato 15 ottobre, l’astronauta ha intrattenuto numerose scolaresche raccoltesi per l’occasione presso il Palazzetto di Loiano.
Col favore del buio
La manifestazione ha coordinato e programmato le visite (da aprile a settembre) del pubblico al telescopio da 60 cm della Stazione osservativa di Loiano, al Radiotelescopio di Medicina, ai telescopi delle associazioni di astrofili (Bologna, Monte San Pietro e San Giovanni in Persiceto), ai planetari (Bologna e San Giovanni in Persiceto) e al Museo della Specola. L'Osservatorio e il Dipartimento hanno realizzato la manifestazione in collaborazione con l'assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna.
Bologna guarda il cielo
In collaborazione con il Comune di Bologna sono state realizzate nel mese di luglio e di agosto due serate di guida al cielo con il laser e otto conferenze di divulgazione astronomica . Alla realizzazione della manifestazione ha partecipato anche l’ASCOM di Bologna.
Conferenze alla Specola
Sono continuate le conferenze mensili di divulgazione astronomica mensili rivolte al pubblico in genere e agli studenti delle scuole superiori.
Eclisse di Sole
In occasione dell’eclisse di sole del 3 ottobre erano state preparate l’osservazioni dell'eclisse e attività didattiche per gli studenti della scuola dell'obbligo in collaborazione con il Laboratorio per la Didattica Planetario, Settore Istruzione del Comune di Bologna. Purtroppo il cielo nuvoloso non ha permesso l’osservazione del fenomeno.
Concorso "Usciamo a vedere le stelle"
Corso di orientamento in astronomia rivolto agli studenti degli ultimi due anni delle scuole medie superiori di tutto il territorio nazionale in vista della loro scelta degli studi universitari. Al concorso, organizzato in collaborazione anche con l'Osservatorio di Torino, Alenia spazio e Tuttoscienze del quotidiano La Stampa hanno partecipato 33 ragazzi. I 10 ragazzi vincitori hanno partecipato ad una settimana di lezioni e di guida al cielo a Loiano nell’ultima settimana del mese di agosto.
Percorsi didattici a Loiano
L’attività didattica rivolta alle scuole presso l’ Osservatorio di Loiano, oltre le visite allo strumento ha previsto visite ai due percorsi didattici.
♣ B. Principali risultati ottenuti
Le manifestazioni legate a Cassini hanno migliorato la conoscenza del contesto storico e scientifico bolognese da parte del pubblico. Hanno permesso anche di individuare negli astronomi i corretti referenti dell'informazione astronomica. Tutte le iniziative hanno goduto di grande interesse da parte del pubblico, in particolare la mostra in Sala Borsa ha visto la partecipazione di alcune migliaia di persone. Un folto pubblico, ancora dell’ordine delle migliaia, ha preso parte alle osservazioni in Piazza Maggiore, in occasione del solstizio, e al concerto in San Petronio, in occasione dell’equinozio; alle conferenze si contavano circa trecento persone per volta.
Sono oltre 10.000 le persone che hanno partecipato ad una delle tante iniziative di Col favore del buio. Il telescopio da 60 cm, testimonianza attiva e funzionate di tecnologia scientifica avanzata del secolo scorso, e'stato visitato da oltre 2000 persone in 52 serata di apertura serale.
Ai due laser estivi di guida al cielo che si sono tenuti ai Giardini Margherita di Bologna e che erano accompagnati anche da una proiezione di immagini astronomiche su due schermi giganti, hanno partecipato oltre 1500 persone, molte delle quali sono rimaste a discutere con gli astronomi.ben oltre il termine della manifestazione.
Serate di guida al cielo con il laser sono state organizzate anche a San Giovanni in Persiceto, Modena, Bolzano, Loiano e Monte San Pietro in provincia di Bologna con una partecipazione complessiva di oltre 700 persone.
Le otto conferenze di astronomia, che si sono tenute nel chiostro di Santa Cristina dell'Università', hanno visto una partecipazione costante di oltre 100 persone. Alle "Conferenze alla Specola" partecipano circa 80/90 persone per volta.
♣ C. Didattica
Per le attività di didattica rivolta alle scuole di ogni ordine e grado (dalla scuola d’infanzia ai licei e istituti tecnici) i risultati ottenuti sono molto confortanti e positivi. Durante lo scorso anno scolastico hanno visitato i telescopi e il parco delle stelle di Loiano una quarantina di scuole. Particolarmente significativo è l'interesse suscitato dal modello del Sistema Solare e dal calendario Cosmico.
Tutte le attività di divulgazione e didattica sono descritte e pubblicizzate da pagine web specifiche e da manifesti, con informazioni e notizie dettagliate fornite regolarmente alla stampa.
Pubblicazioni 2005
AA. VV. L’Anno Cassiniano, Tipografia Compositori, Bologna
AA. VV. L’esplorazione del Sistema solare, Tipografia Compositori, Bologna
AA. VV. Col favore del buio, Provincia di Bologna
A. De Blasi pubblica con regolarità articoli di divulgazione astronomica sulla rivista Astronomia, sul settimanale Panorama e sul mensile Eureka.
A. D'Ercole cura la rubrica "Spigolature astronomiche" per il Giornale di Astronomia
G. Parmeggiani cura la pagina delle recensioni del Giornale di Astronomia
♣ D. Attività di divulgazione e didattica previste per l’anno 2006
Mostra sul Sistema solare
Non sempre le informazioni sul Sistema solare e sulle recenti scoperte sono divulgate in un modo giusto dai mezzi di informazione, ma anche dai libri dedicati ai ragazzi e ai cultori. Spesso sono mediate e distorte per esigenze di spettacolo, anche per la mancanza di un cultura scientifica di base nei redattori. Per tentare di coprire queste lacune e di dare i mezzi culturali agli interessati per valutare l'informazione in modo corretto è stata realizzata una mostra itinerante sul Sole e il Sistema solare .
La mostra è composta di 5 pannelli aventi una superficie complessiva di 48 metri quadrati, da “exhibit” dedicati all’illustrazione di alcuni fenomeni astronomici (eclissi di Sole, moto delle comete, superficie dei pianeti) e da video che percorrono la nascita ed evoluzione del Sistema solare.
La mostra è sta prenotata per i primi sei mesi del 2006 dalle biblioteche di Molinella, Medicina, Budrio, Castenaso, Ozzano, Loiano e Monghidoro. Durante il periodo della esposizione saranno inoltre organizzate nei comuni citati oltre 35 conferenze con astronomi sia per un pubblico generico, che per i ragazzi delle scuole dell’obbligo.
Nella seconda metà dell’anno la mostra sarà a disposizione delle scuole di Bologna. Nei mesi estivi si pensa di proporre la mostra al pubblico di Bologna nella sala dell’Oratorio di Santa Cecilia, già utilizzata in occasione della mostra sul transito di Venere.
Col favore del buio
La manifestazione nata nel 1996 con il solo programma di visite all'osservatorio di Loiano, negli anni successivi si è progressivamente allargata alle altre strutture astronomiche, professionali ed amatoriali, della provincia di Bologna.
Bologna guarda il cielo
In collaborazione con il Comune di Bologna e con l’ASCOM saranno realizzate nei mesi di luglio e agosto serate di guida al cielo con il laser e conferenze di divulgazione astronomica .
Conferenze alla Specola
Continueranno le conferenze di divulgazione mensili rivolte al pubblico in genere e agli studenti delle scuole superiori
Percorsi didattici a Loiano
L’attività didattica rivolta alle scuole presso l’ Osservatorio di Loiano, oltre le visite allo strumento prevede due percorsi didattici:
---- Orologio cosmico. Per tentare di fissare i tempi della creazione dell'universo e’ stato creato un percorso utilizzato un'idea di Carl Sagan, espressa nel suo libro "The Dragons of Eden": comprimere l'età' dell'Universo in un anno del nostro calendario;
---- Modello del Sistema solare. il modello permette la comprensione delle dimensioni del nostro sistema planetario e delle distanze alle quali si trovano i diversi pianeti dal Sole.
♣ E. Proposte di attività di divulgazione e didattica per gli anni 2007-8
Oltre alle consuete iniziative di didattica e divulgazione (Col favore del buio, Bologna guarda il cielo, percorsi didattici) si intende realizzare anche:
Concorso "Usciamo a vedere le stelle"
Si intende riproporre nel 2007 il Corso di orientamento in astronomia rivolto agli studenti degli ultimi due anni delle scuole medie superiori.
Il clima dei pianeti del Sistema solare
Scarsa attenzione è riservata alla caratteristiche climatiche e paesaggistiche dei pianeti. La climatologia e la meteorologia dei pianeti del Sistema solare hanno invece ricevuto un grande sviluppo con l'apporto delle sonde spaziali e del “remote sensing”, che hanno permesso di raccogliere importanti informazioni sul clima di questi pianeti. Hanno mostrato, ad esempio, come il clima di Marte sia mutato: è più freddo e più secco rispetto a quello che aveva mostrato la sonda Viking circa una ventina di anni fa. In contrasto, le sonde hanno evidenziato che l'atmosfera di Venere subisce ancora l'effetto delle piogge acide di una sospetta eruzione vulcanica avvenuta verso la fine degli anni 70 che è un effetto simile a quello che capita sulla Terra quando le emissioni di biossido di zolfo delle fornaci a carbone si trasformano nell'atmosfera in piogge acide. La sola differenza è che su Venere le dimensioni del fenomeno sono planetarie. Per questi pianeti, i più simili e vicini alla Terra, sono addirittura possibili modelli e previsioni giornaliere.
Con i fondi ottenuti dal MIUR si intende realizzare una mostra da utilizzare presso la stazione astronomica di Loiano, sulle proprietà del clima e della superficie dei pianeti del Sistema solare.
Il progetto intende essere un viaggio tra i pianeti del Sistema solare descritti nelle loro caratteristiche climatiche e ambientali: dai tramonti di Mercurio alle aurore di Giove, dai ghiacci di Urano alle tempeste di Nettuno. Una guida turistica, basata sulle ultime scoperte astronomiche, con le mete da non perdere, cosa mettere in valigia e qualche consiglio utile per viaggiare.
La mostra sarà completata da una serie di panelli che daranno le informazioni “turistiche” per tutti i corpi del Sistema solare come per andare in una isola o località turistica della Terra, compresa la durata del viaggio e il costo economico. Inoltre una serie di exhibit hands-on forniranno esempi dei diversi paesaggi, compreso il Sole. Ai ragazzi che visiteranno la mostra sarà dato un passaporto stellare con tutte le informazioni utili sui pianeti
Arte e Astronomia
All’alba del terzo millennio, quando guardiamo le stelle esitiamo tra speranza e disincanto. La Luna, che le foto della Nasa ci hanno mostrato morta e disabitata, sembra ormai inutilizzabile per l’immaginazione. Sezionata dalla conquista tecnica e non più soggetto di una chimera, è finita in un magazzino di vecchi attrezzi. Anche per questo si intende realizzare una mostra che vuole essere una analisi del rapporto contemporaneo tra l’uomo e l’universo.
Una volta le illustrazioni astronomiche erano semplici grafici e timide foto in bianco e nero. I progressi nel campo dell’acquisizione delle immagini e l’uso dei satelliti per scopo astronomico hanno avvicinato l’astronomia all’arte moderna. Scienziati australiani hanno, infatti, analizzato la “drip painting” di Jackson Pollock e hanno scoperto che essa è molto simile ai frattali che si pensa popolino l’universo.
Le sonde ci mostrano immagini stupefacenti del cielo, che ben si accompagnano alle realizzazioni di tanti artisti moderni, entrambe alla scoperta dell’infinto e del rapporto tra l’uomo e lo spazio. La mostra si propone di raccogliere opere di artisti moderni e fotografie e documenti scientifici.
Dall’Ottocento al Duemila, scardinato il centro dell’universo e alimentata di nuovo una sete di conoscenza che supera ogni idea del bello classico e del sublime, l’infinito viaggio tra terra e cielo e approda alle galassie. Chiaro segno del fatto che le colonne d’Ercole si sono solo spostate, ma "l’utopia della conquista spaziale è ancora viva".
Le vie dell’astronomia. Itinerari alla scoperta della città delle stelle.
Il fascino e lo stupore sono sicuramente elementi decisivi nel processo della conoscenza. Quando un evento colpisce uno studente, la mente si risveglia e il desiderio di conoscere si accende, lasciando una traccia duratura. Le visite di questo progetto sono pensate per fare conoscere ai ragazzi non solo le strutture osservative e i centri di ricerca dell’astronomia bolognese, ma anche istituti, luoghi e musei che sono di interesse per la vicinanza con il tema astronomico. Di seguito le possibili tappe dei percorsi che si possono programmare.
--- Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica.
--- Museo della Specola.
--- Meridiana Cassini in San Petronio.
--- Le strade degli astronomi bolognesi. (Una lapide nella centrale via IV Novembre ricorda la sede delle prime scuole scientifiche dello Studio felsineo. Forse negli anni compresi tra il 1496 e il 1500 il giovane Nicolò Copernico passeggiava da via IV novembre alla sua residenza, probabilmente in via San Giuseppe (una trasversale di via Galliera), passando per le attuali Piazza Roosevelt, via Ugo Bassi, via Nazario Sauro, via Riva Reno allora solcato dal fiume. In via IV novembre i pochi documenti permettono di localizzare l’abitazione bolognese di Copernico, non lontana da un tal fornaio Jacopo, in qualità di ospite pagante in casa di Domenico Maria Novara, lettore di astronomia. In via d’Azeglio, 48 si trova invece Palazzo Marsigli, la cui facciata fu iniziata da Carlo Francesco Dotti. Di particolare interesse è il balcone coperto nell’angolo. Fu una sopraelevazione fatta costruire nel 1685 dal conte Luigi Ferdinando Marsigli e utilizzata come specola astronomica. Nella torre degli Asinelli, invece, ben cinquanta anni prima della prova di Foucault fu effettuato da parte di Giovan Battista Guglielmini l’esperimento per misurare la deviazione dalla verticale dei corpi in caduta libera per verificare la rotazione terrestre.)
--- Meridiane e orologi solari. (Nel Palazzo Pietramellara si trova una meridiana di particolare pregio realizzata da Geminiano Montanari nel 1674. Nel palazzo dove ha sede la Facoltà di Ingegneria si trova un orologio solare verticale di eccezionali dimensioni. Sempre nell’ambito della misura del tempo nella cattedrale di San Petronio si trova l’Orologio Meccanico del Fornasini costruito nel 1758. L’orologio è composto da due macchine identiche, regolate da un unico pendolo con due distinte letture orarie: l’ora ultramontana a tempo medio e l’ora ultramontana a tempo vero.)
--- L’Archiginnasio.
--- Palazzo Poggi.
--- Collezione degli strumenti scientifici dell’Istituto Crescenzi – Pacinotti. (Una delle più importanti collezioni italiane di strumenti scientifici antichi (notevoli quelli utilizzati anche da Pacinotti e Righi, che qui furono docenti di fisica), raccolti sin dalla fondazione della scuola, avvenuta alla fine del 1862.)
--- Museo del patrimonio. (Per conoscere la Bologna della industria. Dall'impianto dei canali e delle chiaviche, realizzato a partire dal secolo XII, alle moto del primo dopoguerra.)
--- Stazione Osservativa di Loiano.
--- Radiotelescopio di Medicina.
2.2.7. Alta Formazione
Come riportato in precedenza, OABO collabora in modo continuo e con notevole efficacia alla attività di Alta Formazione condotta, per ovvi compiti istituzionali, in primis dal Dipartimento di Astronomia, anche con attività e ingenti risorse proprie legate principalmente alla creazione di borse e assegni di studio e di dottorato, alla realizzazione e gestione di laboratori e “facilities” di calcolo, alla gestione della stazione di Loiano, sede di laboratori e osservazioni per corsi e tesi di laurea. Inoltre numerosi ricercatori di OABO tengono seminari e lezioni nell’ambito dei corsi e dei cicli del dottorato.
La scheda H inclusa nelle schede INAF di ogni singola struttura elenca un quadro numerico completo per gli anni 2002-2004 delle attività di alta formazione universitaria e post-laurea svolta. In particolare è importante notare che ogni anno sono circa 20 le tesi (laurea e dottorato) che vengono seguite direttamente da ricercatori OABO e circa 100 sono i seminari e gli incontri tenuti presso la sede congiunta OABO+DA. Anche in virtù di una storica e riconosciuta tradizione, tutto ciò rende OABO come uno dei centri nazionali più coinvolti e produttivi nella attività di alta formazione.
Per il triennio 2006-8 si intende ovviamente continuare e, se possibile, potenziare tale attività. In vista di ciò è molto importante potere continuare ad avere una adeguata disponibilità di finanziamenti per borse di dottorato, assegni di ricerca e contratti. Una parte delle risorse dovrà essere reperita nei fondi previsti per specifici progetti di ricerca (vedi singole schede), ma è anche importante che esista una dotazione generale sufficiente a garantire 1 o 2 borse di dottorato e un
adeguato numero di visitatori e relatori di seminari e di mini-workshops locali.
2.2.8 Progetti finalizzati extra-FFO con fondi (ancora) in bilancio alla data del 31/12/2005
(vedi nuove schede Bilancio Preventivo 2006 e relazioni PI nazionali)
|
Progetti finalizzati extra-FFO (MIUR, ASI etc. con fondi ancora in bilancio alla data del 31/12/2005) |
||||||||
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Tipologia |
Resp. UdR |
Titolo Progetto Locale |
Coord. Naz. |
Finanz. |
Finanz. 70% MIUR |
Cofin Inaf |
Altri fin. |
In bilancio al 31/12/05 (disp. comp.) |
|
Cofin 2004 |
G. Clementini |
La Piccola Nube di Magellano nel tempo: evoluzione di una tipica galassia nana in interazione |
M. Capaccioli |
48 900 |
34 200 |
14 700 |
- |
28 548 |
|
Cofin 2004 |
F. Fusi Pecci |
La nucleosintesi della Galassia primordiale tracciata dalle popolazioni stellari vecchie: i vincoli osservativi |
M. Busso |
58 600 |
41 000 |
12 500 |
5 100 |
55 106 |
|
Cofin 2004 |
R. Sancisi |
Fenomeni collettivi nella dinamica delle galassie: gas e materia oscura |
G. Bertin |
31 400 |
22 000 |
9 400 |
- |
22 917 |
|
Asi I/023/05/0 |
S. Ettori |
Clusters of Galaxies in X Rays |
S. Molendi |
39 396 |
- |
- |
- |
39 396 |
|
Asi I/023/05/0 |
A. Comastri |
The evolution of AGN in the cosmic web from large area X-ray surveys |
A. Comastri |
43 000 |
- |
- |
- |
43 000 |
|
Giano |
L. Origlia |
Giano |
L. Origlia |
120 000 |
- |
- |
- |
83 876 |
|
Progetti finalizzati extra-FFO (approvati ma non ancora stanziati in bilancio) |
|
|
||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Tipologia |
Titolo Progetto Nazionale |
Unità di ricerca |
P.I. |
Coord. RU |
Fin. Inaf |
|
|
Prin 2005 Mod. A |
Il merging gerarchico raccontato dalle stelle: moti, età e composizioni chimiche in strutture e sottostrutture della Via Lattea |
OABo OATo OATs OAPd |
BELLAZZINI
M. |
BELLAZZINI M. LATTANZI M. MOROSSI C. MUNARI U. |
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totale Mod. A |
70 000.00 |
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Prin 2005 Mod. A |
Un laboratorio per lo studio teorico delle popolazioni stellari: nuove modellistiche e strumenti di indagine |
OABo OAPd OATe |
BUZZONI A. |
BUZZONI A. BERTELLI G. CASSISI S. |
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totale Mod. A |
30 000.00 |
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Prin 2005 Mod. A |
Le nuove frontiere della spettroscopia IR ad alta risoluzione |
OABo OAA OACt |
ORIGLIA L. |
ORIGLIA L. BAFFA C. LEONE F. |
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totale Mod. A |
10 000.00 |
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Prin 2005 Mod. A |
Storia della formazione stellare in galassie risolte: la via locale alla cosmologia |
OABo OAPd OANa |
TOSI M. |
TOSI M. GREGGIO L. MARCONI M. |
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totale Mod. A |
60 000.00 |
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Tipologia |
Titolo Progetto Nazionale |
Titolo Progetto Locale |
P.I. |
Coord. RU |
Fin. Inaf (mod. A) |
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Prin 2005 Mod. B |
Sondare la nucleosintesi stellare in ambienti "puliti" |
Modellizzazione di auto-arricchimento in ammassi globulari basata su dati di input da spettroscopia multi-object |
GRATTON R. - OAPd |
CARRETTA E. |
45 000.00 |
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Prin 2005 Mod. B |
VVDS/COSMOS: una misura dell'evoluzione congiunta delle Galassie e della struttura a grande scala dell'Universo |
L'evoluzione congiunta delle galassie e dei nuclei galattici attivi: un approccio multi - wavelength nell'ambito di grandi survey spettroscopiche |
GUZZO L. - OABr |
ZAMORANI G. |
115 000.0 | |
Essendo state predisposte dai PI delle schede individuali per ogni progetto già presentate agli organi competenti, non ci si dilunga nelle loro descrizione. E’ tuttavia evidente che questi progetti sono da una parte inseriti nel contesto scientifico ampiamente descritto in precedenza e, dall’altra, essendo articolati su più sedi contribuiscono in modo prioritario a creare il fondamentale collegamento con il mondo astronomico nazionale ed internazionale.
3. NECESSITA’ GENERALI
In tale quadro complessivo emergono varie necessità di tipo generale:
Sia la nuova strumentazione osservativa sia l’accessibilità agli archivi di telescopi e satelliti hanno determinato una vera e propria esplosione della quantità di dati che crea, per usare una eloquente immagine entrata nell’uso, vere e proprie “miniere” da esplorare e sfruttare. Ciò apre possibilità straordinarie in ambiti di grande interesse per il nostro Osservatorio, ma richiede allo stesso tempo un formidabile sviluppo della capacità di analisi dei dati. E’ richiesto cioè che un istituto di ricerca disponga di una struttura in grado di coprire organicamente uno spettro di competenze che va dalla definizione di motivazioni scientifiche fondamentali, alla costruzione materiale e analisi dei data base, alla interpretazione completa dei risultati. Nello specifico del nostro Osservatorio, ciò va riferito sia ad immagini nelle diverse bande (ESO-WFI, VIMOS, HST, XMM, Chandra, WSRT, VLA e, presto, VST e LBT) che a grandi data base di spettri (p.e. VIMOS, FLAMES, etc.). Nel contesto più ampio del potenziamento delle capacità di calcolo rientra inoltre l’intero approccio teorico legato alle simulazioni, ai modelli N-body ed alla idrodinamica. Infine, e’ da notare come la semplice gestione ed ottimizzazione di tutte le macchine (PC, WS, stampanti, etc.) richieda una conoscenza ed un impiego di risorse umane ed economiche sempre maggiore. E’ immediato vedere che l’intero settore del supporto alla ricerca e’ carente per limiti storici legati alla evoluzione legislativa e finanziaria, ma la soluzione di questo problema rimane uno dei nodi cruciali dello sviluppo.
Esiste, nei grandi progetti osservativi, una crescente necessità di esser presenti fin dalla fase di proposta e progettazione dello strumento. Questo rende possibile orientare il progetto a specifici obiettivi scientifici e, al tempo stesso, fornisce all’istituzione coinvolta la possibilità di ricavarne i primi -e spesso più significativi- risultati. Appare quindi necessario espandere l’attività dell’Osservatorio nel lavoro di progettazione e sviluppo di strumentazione destinata ai grandi telescopi e satelliti. Tale attività esiste già in qualche misura ed è collegata principalmente allo sviluppo di software di controllo e pre-analisi dei dati. Visto il parere positivo espresso dall’INAF, è stato anche intrapreso il progetto per la costruzione di GIANO, il nuovo spettrografo IR per il TNG. Tale progetto costituisce un impegno per OABO di grande rilevanza. Esiste inoltre in collaborazione con altre sedi, specialmente Arcetri, un forte coinvolgimento in progetti tecnologici legati a VLT e LBT ed alla loro strumentazione. Per potere consentire una adeguata risposta alle innumerevoli esigenze, e’ indispensabile potere disporre di ricercatori e tecnici dotati di una ampia conoscenza ed esperienza nei vari settori coinvolti. Non potendo ricorrere a nuove assunzioni stante il blocco di fatto imposto a livello nazionale, sarà sempre più necessario ricorrere a contratti e competenze esterne. Inoltre, poiché spesso il livello di qualificazione richiesto è molto elevato, si dovranno adeguare i costi (almeno in alcuni casi) ai livelli del mercato nazionale ed internazionale.
Poiché la ricerca astronomica implica come sua caratteristica intrinseca l’uso di strumentazione e collaborazioni internazionali, è indispensabile favorire al massimo la mobilità e lo scambio di ricercatori italiani e stranieri. La possibilità di avere professori visitatori di alto livello e di tenere seminari e workshops (anche con numeri limitati di partecipanti, ma mirati e formativi) è un requisito irrinunciabile per creare quel contesto e quella “scuola” indispensabili per garantire il raggiungimento di risultati veramente importanti. Contemporaneamente, serve potere disporre nell’area (cioè includendo anche trasversalmente tutte le strutture INAF ed Universitarie che insistono su Bologna) di gruppi di ricerca aventi una massa critica rispetto alle necessità poste dalla definizione ed attuazione dei programmi. In questo senso, data la sua storica funzione trainante in tanti settori, è cruciale che OABO possa vedere rafforzato in tempi brevi il numero e la qualità dei ricercatori.
In quanto lavoro intellettuale ed operativo che richiede grandi capacità di concentrazione ed applicazione, l’attività di ricerca richiede necessariamente la disponibilità di spazi idonei. Nel caso di OABO il problema della disponibilità di una nuova sede sta diventando forse uno dei problemi principali ed urgenti. Questo problema è già stato ampiamente trattato nella relazioni allegata al Piano Triennale edilizio (vedi anche pt. 5.2.2).
Accanto a quanto esposto, si pone anche il problema (già accennato nel cap. 2.2.5) di riflettere con grande attenzione e competenza sul futuro della Stazione di Loiano di proprietà dell’ Università di Bologna, ma affidata alla gestione di OABO. E’ fondamentale che tale riflessione venga fatta prima possibile e nel contesto di un esame condotto a livello nazionale per capire quali prospettive scientifiche, strumentali, didattiche e divulgative possano essere individuate per le varie sedi locali, tenendo conto delle grandi differenze e potenzialità delle varie strutture interessate. Non va dimenticato inoltre che le scelte coinvolgono risorse sia finanziarie che di personale. Per quanto riguarda Loiano (vedi scheda) è in corso un progetto per ottimizzare l'utilizzo del telescopio “Cassini” di 152 cm di Loiano sulla base di programmi (locali, nazionali e internazionali) in cui si sono rivelati essenziali la facilità e sistematicità di accesso, difficilmente ottenibili presso grandi osservatori esteri. Come detto, al telescopio, dotato di un moderno spettrografo/riduttore di focale, è riservata anche una rilevante funzione in campo didattico.
Infine, tra le attività di rilievo che un ente di ricerca che “insiste su un territorio” deve espandere e che si considerano parte integrante dello sviluppo e della azione dell’Osservatorio, vanno inserite le attività di formazione e di diffusione della cultura scientifica (vedi scheda). In tale quadro è in corso e verrà ulteriormente accresciuto l’uso del telescopio Zeiss da 60cm., riconosciuto patrimonio storico-scientifico della sede. Per una dettagliata descrizione dei programmi didattici e divulgativi si rinvia ai rapporti di attività sopra citati ed al sito www.bo.astro.it
4. PERSONALE
Il personale dell'Osservatorio di Bologna a tempo indeterminato o determinato assomma a 66 unità, cui vanno sommati i borsisti, assegnisti e contrattisti. Un quadro più analitico è dato di seguito:
Personale scientifico
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Astronomi Ordinari |
4 |
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2 conc. richiesti |
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Astronomi Associati |
11 |
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2 conc. richiesti |
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Ricercatori Astronomi |
24 |
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3 conc. richiesti |
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Assegn.,Bors.,Dottor.,Contratt. OABO |
15 |
Variabile in corso d’anno |
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Assegn.,Bors.,Dottoran.,Contratt. DA |
21 |
Variabile in corso d’anno |
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Per completare il quadro informativo oltre al personale di ricerca di ruolo a tempo indeterminato è stato inserito anche il numero degli assegnisti, borsisti, dottorandi e contrattisti al momento inseriti nei due enti, OABO e Dipartimento di Astronomia, e che hanno sede di lavoro stabile nell’edificio comune ai due enti, sito in via Ranzani 1. Come si può vedere il numero totale è molto elevato e questo pone grandi problemi di spazi e di risorse. Ma, al di là di questi aspetti pur molto importanti, preme qui fare rilevare come esistano due problemi strutturali su cui si deve necessariamente intervenire rapidamente:
a) Sia gli assegni di ricerca (pur rivalutati) che le altre forme contrattuali sono economicamente inadeguate rispetto alla possibilità e necessità di potere garantire la presenza di “post-doc” in condizioni pari a quelle tipiche del livello internazionale. Ciò fa si’ che molti giovani italiani (in genere fra i più preparati) preferiscano trovare sistemazioni (temporanee, ma anche di lunga durata) presso istituti esteri e, allo stesso tempo, sia praticamente impossibile reclutare “post-doc” stranieri. Pertanto, come recentemente rilevato ad esempio dal Visiting Committee del Dipartimento di Astronomia, sia OABO che DA risultano essere carenti nel numero di tali figure che per nota attestazione internazionale sono fra i maggiori propulsori ed innovatori e collaboratori della attività di ricerca. Per ovviare a questo problema, una delle priorità di OABO per il 2006 è, come già indicato in precedenza, quella di attivare un congruo numero di borse post-doc legate ai maggiori programmi di ricerca o in via di sviluppo.
b) In assenza di sbocchi professionali qualificati, cadenzati nel tempo e sufficientemente certi, seppure in numero sempre limitato dalle disponibilità finanziarie e legislative, è molto difficile mantenere e fare progredire una “scuola” ed una attività di ricerca che si basano sulla formazione e sul continuo aggiornamento e sviluppo. In questo contesto è quindi indispensabile predisporre una programmazione pluriennale di ripartizione dei posti a livello nazionale che definisca un possibile percorso ed una meta (almeno potenziale) per i tanti giovani che, contemporaneamente a formarsi, garantiscono l’attuazione di maggior parte dei lavori di ricerca.
Personale tecnico-scientifico e amministrativo
|
EP |
3 |
2 trans. verticali rich. |
2 conc. richiesti |
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D |
9 |
2 trans. verticali rich. |
3 conc. richiesti |
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C |
7 |
2 trans. verticali rich. |
2 conc. richiesti |
|
B |
7 |
|
|
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Altro a tempo determinato |
1 (*) |
|
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(*) Cessa nel mese di gennaio 2006.
Per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo e’ importante notare quanto segue.
Negli anni 2000-2003 sono stati esperiti tutti i concorsi e le relative procedure di inquadramento per le progressioni orizzontali e verticali previste in via di prima applicazione del contratto (CCNL 1998-2001, art. 74, 56,57). Le relative risorse sono state tutte reperite a bilancio, cosi’ come sono state reperite in bilancio le risorse per la corresponsione di tutti gli incrementi stipendiali e gran parte di quelli accessori nel frattempo intercorsi. Sia il bando e la gestione delle programmate (in base al precedente contratto, ma non attuate) transizioni verticali che la definizione della nuova regolamentazione e ripartizione del salario accessorio vengono ora ad essere centralizzate e attendono la definizione e applicazione delle tabelle di equiparazione fra le vecchie qualifiche (nel comparto universitario) e le nuove (nel comparto ricerca). Ciò da un lato semplifica la gestione nominale delle risorse, ma, dall’altro rende meno flessibile e molto più complicato il rapporto con il personale e con le RSU (almeno in assenza di chiare definizioni di livelli e ruoli).
E’ un dato di fatto che la centralizzazione della trattativa ha portato e porterà ad una auspicata omogeneizzazione, ma anche ad un forte incremento dei costi e del grado di turbolenza e insoddisfazione individuale, a volte con significativo danno del servizio. E’ evidente che tutto ciò sia naturale nel quadro di un riordino generale, per di più coinvolgente l’accorpamento di strutture e personale proveniente da enti diversi, tuttavia occorre procedere con cautela e, allo stesso tempo, con celerità. In particolare e’ indispensabile che siano emanate con rapidità disposizioni chiare ed inequivocabili sia legate ai nuovi inquadramenti (opzioni, livelli, incarichi etc.) sia per quanto riguarda le risorse disponibili (salario accessorio, straordinari, formazione, sicurezza e prevenzione, etc.).
Infine, appare chiaro che, dovendo l’INAF strutturare adeguatamente la Sede Centrale e data la limitatezza delle risorse, ci potrebbero essere forti limiti alla espansione del personale tecnico-amministrativo in sede locale, specialmente per quanto concerne la copertura di posti a tempo indeterminato. Tuttavia, da una parte ci sono esigenze specifiche legate alla ricerca che rendono assolutamente indispensabile l’acquisizione di risorse umane e di competenze (cui si puo’ fare fronte con contratti a tempo determinato, ma non sempre e, comunque, si pone il problema di disperdere poi esperienze etc.), dall’altra, per non rendere sempre più burocratico e meno flessibile l’intero sistema, e’ indispensabile garantire una forte capacità di gestione autonoma ed attuazione a livello locale, in un contesto di programmazione e agile supporto e controllo a livello centrale. Ciò significa che, pur tenendo conto di tutte le ovvie sinergie e adeguamenti, il livello di funzionalità locale richiede la garanzia della copertura permanente di funzioni e mansioni rilevanti. Nel caso di OABO, a causa di trasferimenti, pensionamenti, dimissioni, e impossibilità di bandire concorsi, esiste un problema di ricopertura di posti sia nel settore amministrativo che in quello tecnico (vedi richieste). In particolare si ribadisce il fatto che il passaggio della gestione degli stipendi del personale ex-CNR all’amministrazione OABO (per di più ridotta di 3 unità) ha reso ancora più pesante il carico di lavoro e richiede un rapido intervento.
5. ESIGENZE FINANZIARIE
5.1 Situazione attuale: quadro complessivo
La tabella che
segue sintetizza il quadro economico complessivo relativo
all’esercizio 2005 e al 2006 (previsione attuale).
SITUAZIONE BILANCIO 2006
2005 Previsione 2006
|
Contributo FFO Avanzo di Amministrazione |
876.062,00 569.534,46 |
475.000,00 - |
TOTALI 1.445.596,46 475.000,00
IMPEGNI
|
Spese funzionamento |
259.373,39 |
195.000,00 |
|
Edilizia |
129.680,01 |
0.00 |
|
Ricerca di base |
930.671,31 |
280.000,00 |
TOTALI 1.319.724,71 475.000,00
Le cifre relative al 2006 sono solo di competenza (non sono presenti residui).
Non sono compresi fondi vincolati (progetti, ecc.).
Come e’ noto, in virtù della nuova situazione venutasi a creare con la entrata in vigore della nuova legge di ristrutturazione dell’INAF, tutte le somme riferite alle spese fisse (stipendi, salario accessorio, sussidi, etc.) non sono più trasferite alle sedi locali.
5.2 Necessità future
Alla luce di quanto esposto in precedenza e facendo riferimento anche ai documenti redatti per la preparazione del Piano Triennale 2002-2004 ed ai successivi aggiornamenti (tutti redatti e discussi con il contributo di tutto personale e oggetto di informazione e confronto con le RSU), si elencano schematicamente le necessità future relativamente al personale e all’edilizia. Le necessità legate ai progetti di ricerca, a quelli tecnologici, alla Stazione di Loiano, al calcolo e alla didattica e divulgazione sono state già presentate nelle schede individuali o verranno presentate ai coordinatori e referenti dei singoli settori individuati nell’organigramma dell’INAF o, infine, sono state individuate nel Bilancio Preventivo 2006, seppure con i fortissimi limiti citati.
5.2.1 Personale
Lo sviluppo di una attività scientifica fortemente collegata al contesto internazionale, con la capacità di inserirsi costruttivamente e di utilizzare al meglio tutte le opportunità fornite dalle grandi collaborazioni nazionali e internazionali deve prevedere uno sviluppo del personale coerente al livello di maturazione scientifica e tecnica dei programmi, capace di aprire ed espandere le attività promettenti, e chiudere quelle in via di superamento. Questo, per esperienza, comporta una estrema attenzione al bilanciamento generazionale dei ricercatori e dei tecnici. Ci si propone quindi una espansione progressiva del personale, misurata sulla capacità di crescita e maturazione dell’attività scientifica dell’Ente.
A causa delle limitazioni imposte dalle leggi finanziarie di questi ultimi anni, dal 2003 e’ stato possibile assumere solo 4 Ricercatori Astronomi (2 assunti a novembre 2004 e 2 il 30-12-2005) e 1 Astronomo Associato (assunto il 30-12-2005), mentre nessun nuovo posto e’ stato disponibile né per i livelli di ricerca superiore (AO), né per il personale tecnico amministrativo. Non si è potuto procedere alla sostituzione di personale a tempo sia determinato che indeterminato per l’amministrazione, nonostante la tragica scomparsa del suo Responsabile e il significativo aumento del carico di lavoro, dovuto anche al decentramento presso l’Osservatorio di Bologna della gestione degli stipendi dei dipendenti ex-CNR. Cosi’ stando il quadro generale, è abbastanza naturale ribadire sostanzialmente le previsioni e le richieste già esposte nel documento presentato per il triennio 2003-2005.
Nell’arco del triennio si reputa pertanto indispensabile una crescita netta entro il 2008 (visti anche i tempi necessari per il bando e l’espletamento dei concorsi) di:
7+2 unità di personale di ricerca e precisamente:
3 Ricercatori (uno per anno)
2 Primi Ricercatori nuovi (+ almeno 2 per ricoprire i posti lasciati vacanti da Greggio, D’Amico, Ferraro, Ciotti)
2 Dirigenti di Ricerca (il posto lasciato libero da Marano nel 1998 non e’ mai stato ricoperto)
7 unità di personale tecnico amministrativo:
2 EP + 3 D + 2 C (o ruoli equivalenti nel comparto ricerca una volta definite le tabelle di parificazione) anche per ricoprire con personale a tempo indeterminato i posti resisi vacanti (per decesso, dimissioni, pensionamenti, mobilità verso altro ente). Si noti che nel frattempo la Amministrazione di OABO (ridotta di ben 3 unità) si è anche fatta carico della gestione del personale degli istituti ex-CNR (circa 150 persone).
6 transizioni “verticali” interne aggiuntive ( 2 EP, 2D, 2C )
Un numero adeguato di borse, assegni di ricerca, contratti di vario livello (anche “post-doc internazionali”) in funzione dei programmi scientifici e tecnologici presentati ed approvati anno per anno. E’ anche fondamentale disporre di un adeguato fondo per professori visitatori e scambi.
5.2.2 Edilizia
La ristrettezza e inadeguatezza degli spazi ha costituito un problema gravissimo per l'Osservatorio. La sede attuale, condivisa col Dipartimento di Astronomia dell'Università, pur costituendo un progresso importante rispetto alla precedente "Torre della Specola", fornisce un'area per addetto assai bassa rispetto agli standard accettati in campo internazionale e nazionale. Si è quindi da tempo intrapreso un programma di edificazione di una nuova sede nella area di ricerca del "Navile", che vede già presente il CNR e che accoglierà diversi dipartimenti scientifici dell'università. Il progetto prevede l'edificazione, su area data in concessione 90ennale gratuita dal Comune di Bologna, di circa 7500 mq utili, per l’Osservatorio Astronomico, Dipartimento di Astronomia e didattica avanzata. La progettazione esecutiva del complesso, affidata, al termine di una lunga procedura alla Finanziaria Bologna Metropolitana, e’ stata completata e consegnata. Il costo globale dell’edificio “astronomico” dovrebbe essere intorno a 13 milioni di euro. Nell'accordo preliminare con l'Università, in via di definitiva stesura, il contributo dell'Osservatorio coprirà circa il 41.5% dei costi della costruzione. Ciò corrisponde ad un fabbisogno di circa 6.9 milioni di euro; di questi circa 4.2 sono già disponibili; i restanti 2.7milioni dovranno essere reperiti entro la data di collaudo e consegna definitiva, prevista 32 mesi dopo l’avvio dei lavori, e presumibilmente entro 4-5 anni quando l’intero progetto relativo al Navile (inclusi tutti gli insediamenti universitari) dovrà essere concluso. Va ricordato che nell’ambito del progetto complessivo, l’edificio previsto per OABO+DA, pari a circa l’11% del totale, dovrà avere in base agli accordi pattuiti la massima priorità temporale.
5.2.3. Possibili sinergie tra istituti INAF a Bologna
Come più volte accennato, è stato giustamente posto all’attenzione dei direttori e di tutto il personale afferente ai 3 istituti INAF con sede a Bologna (OABO, IRA, IASF) il problema di studiare e verificare quali sinergie scientifiche, tecniche, gestionali ed amministrative potrebbero essere possibili prendendo in considerazione ipotesi anche minimali, ma proficue, di collaborazioni, collegamenti e/o servizi unitari, fino addirittura una fusione in una unica struttura.
A questo proposito va subito fatto notare che, data la distanza di oltre 5 km di percorso urbano fra la sede attuale di OABO e la sede di IRA+IASF, una unificazione immediata (al di là degli aspetti scientifici che pure la rendono inopportuna) sarebbe impensabile non essendo materialmente possibile trovare posto negli attuali edifici delle sedi ex-CNR per il personale OABO. Inoltre, dato lo storico forte collegamento di OABO con il Dipartimento di Astronomia (fra l’altro cosi’ efficiente ed efficace) sarebbe assurdo anche solo immaginare di rompere questo legame che ha portato, fra l’altro, al progetto edilizio comune sopra citato. Pertanto qualsiasi indicazione per operazioni di grande respiro, anche semplicemente programmatica, deve essere vista su un arco di tempo di 4-5 anni quando il trasferimento di OABO nella nuova sede avrà avuto luogo concretamente.
Un apposito documento congiunto è in via di redazione da parte dei direttori dei tre enti (OABO, IRA, IASF) e ad esso si rimanda per una trattazione più approfondita ed alcune proposte operative su opportuni tempi scala.
Bologna, 15 gennaio 2006
Il Direttore
Flavio Fusi Pecci
Allegato: Elenco delle Pubblicazioni 2005